(AGENPARL) - Roma, 30 Aprile 2026 - Mentre la diplomazia arranca e i tamburi di guerra rullano nello Studio Ovale, emerge il primo, drammatico bilancio economico del conflitto tra Stati Uniti e Iran. Un’inchiesta di Al Jazeera mette a nudo la vulnerabilità tecnologica della superpotenza americana: dall’inizio delle ostilità il 28 febbraio, il Pentagono avrebbe subito perdite di equipaggiamento per un valore che oscilla tra i 2,3 e i 2,8 miliardi di dollari.
Il collasso della difesa aerea: il caso THAAD
Il dato più scioccante riguarda la distruzione di almeno uno dei sofisticati radar del sistema THAAD (Terminal High Altitude Area Defense). Parliamo di una tecnologia dal costo unitario che sfiora il miliardo di dollari, progettata per intercettare missili balistici e considerata “invulnerabile”. Vedere questi giganti tecnologici ridotti in cenere mette in discussione l’intera architettura di difesa degli Stati Uniti nel Golfo.
Cieli insanguinati e “fuoco amico”
Non sono solo i missili iraniani a colpire duramente. Il rapporto rivela l’abbattimento di un E-3 AWACS presso la base aerea di Prince Sultan, in Arabia Saudita: un “centro di comando volante” da 700 milioni di dollari la cui perdita acceca parzialmente il coordinamento aereo americano nella regione.
A rendere il quadro ancora più cupo è il capitolo dei fallimenti operativi: tre caccia F-15 sarebbero stati abbattuti in Kuwait non dal nemico, ma da episodi di “friendly fire” (fuoco amico), a testimonianza di una catena di comando sotto stress estremo.
L’impatto politico su Trump
Questi numeri spiegano il nervosismo del Presidente Donald Trump nei confronti degli alleati europei. Ogni jet abbattuto e ogni radar distrutto non è solo un danno economico, ma una ferita all’immagine di invincibilità militare degli USA. Gli analisti del CSIS avvertono che, con questo ritmo di attrito, la capacità di proiezione di potenza degli Stati Uniti nel Medio Oriente potrebbe subire un ridimensionamento storico entro la fine dell’anno.
