(AGENPARL) - Roma, 24 Aprile 2026 - “Dopo l’uscita dei dati Eurostat e del Documento di finanza pubblica emerge un quadro devastante della ‘politica’ economica del Governo Meloni e del ministro Giorgetti. Nella forsennata corsa a un obiettivo contabile, poi neanche raggiunto, viene fuori nitidamente ciò che noi abbiamo denunciato da tempo: Giorgetti ha boicottato alcune misure, anche la mal congegnata Transizione 5.0, per provare disperatamente a stare sotto il 3% di deficit/pil 2025. E ha boicottato quella misura, pur totalmente peggiorativa rispetto alla nostra Transizione 4.0, chiudendo i rubinetti in faccia alle imprese nel novembre del 2025, creando il fenomeno delle cosiddette aziende ‘esodate’ di Transizione 5.0. Anche qui, come per tutti gli altri tagli applicati dal Governo, si è consumato un danno a carico delle imprese, della produzione industriale e della crescita, pur di inseguire un risultato contabile. Per questo ribadiamo che il fallimento macroscopico del Governo non sta nel 3,1% di deficit, ma in quello che c’è stato in questi tre anni. Sarebbe stato un fallimento anche il 2,9%, in quanto sempre ottenuto a colpi di crescita zero, di crollo della produzione industriale, di arretramento dei salari reali e di record della pressione fiscale, con l’unica differenza che avrebbe consentito al Governo di spendere 23 miliardi in più in armi nel triennio scorporandoli dal Patto di stabilità ed evitandone l’impatto sul deficit. Ci rendiamo conto? Questo per Giorgetti doveva essere il beneficio di tanta austerità. Il fallimento del ministro è multiplo e colossale, anche perché il governo Meloni ha avuto una grande dote in eredità, quella dei 209 miliardi del Pnrr che non è riuscito a trasformare in opportunità di crescita per il Paese. Giorgetti si è intestardito nel pensare che il perseguimento a ogni costo dell’avanzo primario fosse un fine in sé, e non uno strumento, non rendendosi conto che la storia italiana degli ultimi 30 anni è fatta di obiettivi di avanzo primario quasi sempre centrati ma di deficit e debito sballati. Perché senza crescita del Pil non solo fallisci obiettivi sociali ed economici, fallisci sistematicamente anche obiettivi contabili”. Lo comunica il senatore Mario Turco, vicepresidente del M5S e componente della Commissione d’inchiesta sul sistema bancario.
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