(AGENPARL) - Roma, 13 Aprile 2026 - “Prendiamo atto che oggi la Lega Serie A ha indicato un proprio candidato alla guida della FIGC, nella figura di Giovanni Malagò, dirigente autorevole sul quale non intendiamo esprimere valutazioni. Resta però un dato di fatto che non può più essere ignorato: il Presidente della Federazione, eletto dalle stesse componenti che compongono il sistema, non è mai stato nelle condizioni di realizzare riforme che andassero contro il volere di chi lo ha eletto. Questo non è un problema di nomi. È un problema di sistema. Un sistema in cui le stesse componenti chiamate a votare sono anche quelle chiamate a essere riformate è, per sua natura, un sistema che tende a conservarsi. E infatti, negli anni, le riforme strutturali necessarie sono rimaste ferme, rinviate o svuotate. Nel frattempo, la crisi del calcio italiano si è aggravata: squilibri economici, perdita di competitività, modelli non sostenibili, esclusione plurima della Nazionale Italiana dai Mondiali. Tutti elementi noti, ma mai affrontati con strumenti adeguati. Per questo assume particolare rilevanza l’audizione di domani del Ministro per lo Sport Andrea Abodi presso la 7ª Commissione del Senato, chiamata a verificare – anche sulla base delle indicazioni emerse nella mia relazione in qualità di relatore – quali interventi siano necessari, dal punto di vista del Governo e del Parlamento, per affrontare la grave crisi del calcio italiano. È il momento di dirlo con chiarezza: così com’è, questo sistema non funziona. E senza una revisione profonda della governance e dei poteri, il rischio è di continuare a cambiare i nomi senza mai cambiare davvero le cose. Il calcio italiano ha bisogno di riforme vere. E le riforme vere richiedono il coraggio di cambiare le regole del gioco. Ma anche i poteri per poterle realizzare, che solo un Commissario può avere”.
Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Paolo Marcheschi, responsabile nazionale Sport del partito.