(AGENPARL) - Roma, 17 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Tue 17 February 2026 *Comune** di Santa Fiora*
*Comunicato stampa del 17 febbraio 2026*
*Torna il Carnevale Morto di Marroneto con il goliardico corteo funebre *
*Sabato 21 febbraio, alle ore 16, a Marroneto in piazza Padella *
*Sabato 21 febbraio* dalle ore 16, a Marroneto, in piazza Padella, torna il
“Carnevale Morto” che segna la fine dei festeggiamenti del carnevale e
l’inizio della Quaresima.
Una tradizione antichissima che si rinnova ogni anno grazie
all’associazione Marroneto100%
La farsa tragicomica che anima la festa è sempre la stessa: i personaggi
della storia si riuniscono in piazza Padella alle ore 16 per fare festa. Il
Carnevale, interpretato da un giovane ben vestito, si diverte con la sua
combriccola di amici, tra i quali il Gaudente. Ai bordi girano i gobbi,
vestiti di stracci logori, che rappresentano la parte più umile del popolo. Il
chiassoso corteo si sposta attraverso via della Sabbia, piazza Renaiolo per
poi tornare in piazza Padella, dove la festa prosegue fino a quando il
Carnevale comincia a sentirsi male e cade a terra agonizzante.
A nulla serve l’intervento del dottore: Carnevale è morto. L’amico Gaudente
si dispera, piange, urla; il prete dà l’estrema unzione e il notaio legge
il testamento del Carnevale. Un testamento in cui spesso si fa riferimento
ai fatti della vita politica e sociale del paese. Subito dopo inizia il
rito del ballo dei gobbi, con i loro grotteschi vestiti, piangono e si
disperano intorno al povero Carnevale che, a questo punto, sostituito da un
fantoccio, viene adagiato in una bara e portato in giro in una goliardica
marcia funebre. Infine, il fantoccio del Carnevale viene bruciato nella
piazza.
“Il Carnevale Morto è una festa unica nel suo genere che può vivere solo
qui a Marroneto. – *sottolinea Serena Balducci, assessora al Turismo di
Santa Fiora* – Un ringraziamento speciale va all’associazione Marroneto
100%, che con passione e impegno riesce a portare avanti questa bella
tradizione con un passaggio generazionale dai vecchi figuranti del
Carnevale Morto ai giovani del paese che adesso interpretano tutti i
personaggi. Coltivare il patrimonio immateriale rappresentato dalle nostre
tradizioni non è importante solo per raccontare chi siamo e da dove
veniamo, ma anche per contribuire a mantenere vive le piccole comunità che
in quelle tradizioni si riconoscono e ritrovano coesione e appartenenza.”
*_______________________________________*
*Comune di Santa Fiora*
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