(AGENPARL) - Roma, 21 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Wed 21 January 2026 Torna il caro voli in vista
delle festività pasquali e scatta l’allarme delle associazioni dei consumatori.
Federconsumatori Sicilia e l’associazione “Nun si parti”, insieme a CGIL
Sicilia, hanno scritto una lettera alla Presidenza della Regione Siciliana e al
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per chiedere con urgenza la
convocazione di un tavolo istituzionale sui rincari dei biglietti aerei da e
per la Sicilia, già evidenti nelle prime simulazioni di acquisto.
Per tornare a casa durante il
periodo pasquale, ad oggi (22 gennaio 2026) il costo di un volo Milano-Palermo
diretto si aggira intorno ai 350 euro; se si vuole risparmiare si può
acquistare un biglietto da 175 euro, con scalo a Tirana (Albania) e a Bari, per
un totale di 23 ore di viaggio. Situazione analoga se si parte da Torino e
Bologna o si atterra a Catania.
Nel corso delle recenti
festività natalizie, si erano registrati aumenti eccezionali delle tariffe, in
alcuni casi fino a sfiorare il 900% rispetto ai prezzi ordinari, con biglietti
che hanno superato i 500 euro per una singola tratta.
«Il carovoli – sottolinea
Alfio La Rosa, presidente di Federconsumatori Sicilia – non può essere
considerato una semplice dinamica di mercato. La condizione di insularità e
l’assenza di alternative di trasporto realmente efficaci rendono il trasporto
aereo un servizio essenziale per i siciliani, non comparabile a quello delle
regioni continentali».
Le organizzazioni denunciano
la persistente e ormai strutturale criticità legata all’andamento dei prezzi
del trasporto aereo nazionale, che si aggrava in modo prevedibile durante le
festività natalizie e pasquali e nel periodo estivo. In tali fasi, migliaia di
cittadini siciliani, in particolare studenti e lavoratori residenti fuori
regione, si trovano costretti a fronteggiare rincari insostenibili per poter
rientrare nell’isola. Una situazione che incide pesantemente sul diritto alla mobilità,
oltre a produrre effetti sociali ed economici rilevanti sull’intero sistema
regionale, a partire dal comparto turistico.
Nonostante le numerose
segnalazioni degli utenti e le iniziative di mobilitazione già intraprese negli
ultimi anni, tra cui il sit-in del 22 dicembre scorso all’aeroporto “Falcone e
Borsellino” di Palermo, ad oggi non sono state adottate soluzioni strutturali
in grado di contenere il fenomeno.
Per queste ragioni, le
organizzazioni chiedono l’apertura urgente di un confronto istituzionale che
coinvolga Regione, Ministero, autorità di regolazione, gestori aeroportuali,
compagnie aeree, organizzazioni sindacali e associazioni dei consumatori, con
l’obiettivo di individuare strumenti concreti e duraturi per garantire
condizioni di accessibilità e mobilità più eque.
«La lettera è stata
inoltrata in data 7 gennaio 2026 e ancora non ha ricevuto risposta – conclude
Giovanni Castronovo di Nun si parti -. Chiediamo una convocazione al più presto
possibile, altrimenti arriveremo al periodo pasquale con ulteriori e
insostenibili aumenti. È una questione di uguaglianza sostanziale. Il diritto
alla mobilità dei siciliani non può continuare a essere penalizzato».
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