(AGENPARL) - Roma, 15 Dicembre 2025 - (AGENPARL) – Mon 15 December 2025 Rinnovabili: Cestari, da rapporto CER indicazioni precise per superare
ritardi e ostacoli
Per raggiungere il target fissato al 2030 per la produzione energetica da
fonti rinnovabili alle Regioni del Sud mancano circa 20mila ulteriori Mw di
cui 2.100 Mw in Basilicata, circa 4mila Mw in Campania, 7.400 Mw in
Puglia, 3200 Mw in Calabria. Sono dati del Rapporto annuale CER sulla
transizione energetica che – commenta Marisol Cestari (Gruppo Cestari) –
che offre un’istantanea nitida dello stato del percorso verso la
decarbonizzazione senza nascondere ritardi, ostacoli e purtroppo
sottovalutazioni. Il Rapporto CER non si limita a descrivere tendenze, ma
mette a fuoco le contraddizioni di un sistema che oscilla tra slanci
ambiziosi, ripiegamenti improvvisi e tensioni industriali crescenti. In
questo scenario, la posizione dell’Italia appare duplice: da un lato,
un’accelerazione significativa registrata negli ultimi anni; dall’altro,
segnali di rallentamento che sollevano interrogativi sul ritmo – e sulla
stabilità – della trasformazione energetica nazionale. Più che una
fotografia, il Rapporto è una lettura critica di un passaggio storico
complesso: un momento in cui le scelte di politica energetica non sono
semplici aggiornamenti di settore, ma tasselli di una competizione globale
che ridefinisce economie, alleanze e vulnerabilità climatiche.
In particolare il decreto sulle Aree Idonee conferma un Paese profondamente
disomogeneo. La Basilicata e il Lazio sono già oltre metà del percorso
verso il target 2030, mentre regioni come Valle d’Aosta e Molise restano
pericolosamente indietro, sotto il 15%. Una disparità che rischia di
trasformare la transizione in un mosaico incoerente di opportunità e
ritardi.
L’indicazione del Rapporto – sottolinea Marisol Cestari – è
precisa: bisogna accelerare sulle rinnovabili, ma con regole semplici,
chiare, applicabili. Passi avanti ci sono stati al Sud con incrementi di
produzione dal 2021 ad oggi del 24,7% in Basilicata, del 33,1% in Campania,
del 15,5% in Calabria, del 28,4% in Puglia. Bisogna rafforzare l’efficienza
energetica, ma dando alle imprese strumenti veri, non ostacoli burocratici.
Bisogna puntare sull’autoproduzione, aiutando chi vuole installare impianti
rinnovabili e sistemi di accumulo, soprattutto nelle piccole e medie
aziende. Gli incentivi funzionano quando arrivano a destinazione. C’è poi
un tema che non possiamo ignorare: gli oneri generali di sistema. Per le
aziende del terziario, che non godono degli stessi benefici tariffari degli
energivori, pesano più del 20% sulla bolletta. È una zavorra che non
possiamo permetterci. Perché se vogliamo una transizione giusta, non
possiamo avere imprese italiane a due velocità e non competitive allo
stesso modo tra Nord e Sud del Paese. La verità è che la transizione
energetica sarà un successo solo se abbasserà le bollette. Se darà certezza
agli investimenti. Se permetterà al tessuto produttivo italiano, fatto
soprattutto di piccole e medie imprese, soprattutto al Sud, di continuare a
crescere.
Trending
- Treni, Casu (PD): “Grazie al PD Salvini ferma abolizione carnet Smart: adesso apra occhi su ritardi
- Vienna, 50.000 in piazza contro i tagli alle università: l’Austria protesta per difendere il futuro dell’istruzione
- Europa sull’orlo di un autunno di proteste: caro vita, carburanti alle stelle e rabbia giovanile minacciano la stabilità politica dell’Unione
- Cortei: Gianassi (Pd), da Nordio parole aberranti
- Carburanti: Peluffo (Pd), Governo incapace. Pd presenterà emendamento su tetto al carburante
- AGENDA CAMERA DI OGGI, VENERDÌ 23 OTTOBRE
- Putin apre ai nuovi colloqui con USA e Ucraina, ma avverte l’Europa: «Non vogliamo la guerra». Tra diplomazia, territori contesi e accuse a Kiev, la pace resta lontana
- Carburanti. Frijia (Fdi): “dal governo misure concrete per sostenere imprese e lavoratori
- Fondazione Venezia per la Ricerca sulla Pace, via libera alla nuova sede a San Marco. Rinnovo della concessione e nuovi spazi pe
- Schengen: Rojc (Pd), Viminale ostinato su confine italo-sloveno
