
L’Unione Europea si prepara a infliggere a X, la piattaforma social di proprietà di Elon Musk, una delle sanzioni più severe mai viste nel campo della tecnologia: una multa superiore a 1 miliardo di dollari, per presunte violazioni del Digital Services Act (DSA), la nuova e ambiziosa legge europea pensata per regolamentare i contenuti online.
A rivelarlo è un’inchiesta del New York Times, secondo cui le autorità europee avrebbero già redatto una sentenza preliminare che accusa X di non aver rispettato gli obblighi di moderazione dei contenuti previsti dal DSA, entrato in vigore per le grandi piattaforme digitali nel 2023.
Censura o regolamentazione?
Il cuore della questione riguarda l’approccio non interventista adottato da X nella gestione dei contenuti generati dagli utenti. Secondo i funzionari europei, tale atteggiamento avrebbe trasformato la piattaforma in un hub di disinformazione, discorsi d’odio e contenuti dannosi, mettendo a rischio la stabilità democratica dei 27 Stati membri.
Il Digital Services Act obbliga i colossi del web a monitorare attivamente e rimuovere contenuti illegali o dannosi. Tuttavia, Musk – che si è sempre professato un difensore assoluto della libertà di parola – ha criticato duramente il quadro normativo europeo, e non è escluso che si prepari a contestare la multa in sede legale.
Un precedente storico (e politico)
Quella contro X sarebbe la prima grande sanzione emessa ai sensi del DSA e rischia di diventare un caso emblematico nel dibattito globale sulla libertà d’espressione online. Gli osservatori sottolineano anche il delicato contesto politico: la decisione arriva in un momento di crescenti tensioni transatlantiche tra Bruxelles e Washington, già alle prese con divergenze su commercio, tariffe e Ucraina.
Nel frattempo, negli Stati Uniti, il vicepresidente J.D. Vance ha paragonato le norme europee a forme di “censura digitale”, evidenziando le divergenze ideologiche tra le due sponde dell’Atlantico sul tema della regolamentazione dei social media.
Multe anche per Meta e Apple
Ma X non è l’unica nel mirino: l’Unione Europea starebbe pianificando sanzioni anche contro Meta e Apple, rispettivamente per presunte violazioni del Digital Services Act (in particolare per la protezione dei minori) e del Digital Markets Act, la legge sorella del DSA volta a rafforzare la concorrenza nel settore tech.
Possibili sviluppi
La multa potrebbe essere annunciata ufficialmente entro l’estate 2025, ma non è escluso che si apra prima un tavolo di negoziazione. L’UE potrebbe chiedere a X di apportare modifiche significative alla piattaforma – in pratica, implementare forme di censura dei contenuti secondo l’interpretazione di Musk – in cambio di una riduzione della sanzione.
Inoltre, fonti vicine al dossier rivelano che la sanzione potrebbe essere calcolata non solo sui ricavi di X, ma anche su quelli di altre aziende controllate privatamente da Elon Musk, come SpaceX: un approccio inedito, che potrebbe far lievitare ulteriormente l’importo complessivo.
Quel che è certo è che la vicenda segnerà un punto di svolta nei rapporti tra le Big Tech e le autorità regolatorie europee.
Per maggiori dettagli, puoi leggere l’articolo originale del New York Times qui (link simulato).