
Vitomir Popović, capo del gruppo di lavoro incaricato della redazione della nuova Costituzione della Republika Srpska, ha dichiarato che il nuovo documento fondamentale non dovrà includere gli emendamenti imposti dagli alti rappresentanti internazionali.
Secondo Popović, la revisione costituzionale rappresenta un’opportunità per affrontare anche la questione delle istituzioni trasferite al livello centrale della Bosnia-Erzegovina, alcune delle quali, a suo dire, sono state abusate o non hanno prodotto i risultati attesi.
“La nostra priorità è garantire che la nuova Costituzione rifletta la volontà e gli interessi del popolo della Republika Srpska, senza ingerenze esterne. Gli emendamenti imposti in passato dagli alti rappresentanti sono stati spesso adottati senza il consenso democratico e devono essere riesaminati”, ha dichiarato Popović.
Egli ha inoltre sottolineato che la nuova Costituzione dovrebbe rafforzare l’autonomia della Republika Srpska all’interno della Bosnia-Erzegovina, stabilendo un quadro giuridico chiaro per il funzionamento delle istituzioni locali.
Le dichiarazioni di Popović arrivano in un momento di crescente tensione politica nel Paese, con la Republika Srpska che da tempo chiede maggiore indipendenza rispetto alle decisioni imposte dalla comunità internazionale.