(AGENPARL) - Roma, 31 Marzo 2025 - (AGENPARL) – Mon 31 March 2025 Messa in sicurezza Albegna, Giani e Monni visitano cassa di espansione e
scolmatore
Scritto da Lorenza Berengo, lunedì 31 marzo 2025
Sopralluogo, questa mattina, del presidente della Regione Toscana, Eugenio
Giani, e dell’assessora a protezione civile e difesa del suolo, Monia
Monni, sul cantiere dove sono in corso i lavori per la cassa di espansione
e lo scolmatore di Campo Regio (Gr), opere che fanno parte del complesso
sistema di difesa idraulica del fiume Albegna e dell’abitato circostante.
Era presente anche l’assessore alle attività produttive, Leonardo Marras.
La Cassa di espansione di Campo Regio con la realizzazione di un canale
scolmatore di quasi 70 metri in grado trasferire i volumi di piena
direttamente a mare (dai 600 agli 800 metri cubi di acqua al secondo),
rappresenta un imponente opera strategica per la riduzione del rischio
idraulico del fiume Albegna, che ha provocato l’alluvione del 2012 e nel
2014 destò di nuovo allarme. Con il completamento del 1 lotto i cui lavori
da parte della Regione Toscana termineranno entro l’estate del 2025 si
aggiunge il tassello più importante al sistema di opere idrauliche a
protezione degli abitati di Albinia, Magliano e Orbetello già realizzate
in questi ultimi anni a valle del fiume Albegna.
Questo primo lotto è finanziato dalla Regione Toscana per un importo di
quasi 16milioni di euro, ma nel progetto complessivo c’è anche la
realizzazione dei sotto attraversamenti in corrispondenza della linea
ferroviaria e della SS Aurelia che intercettano lo scolmatore, di
competenza di Anas e Rfi a cui spetta la progettazione, realizzazione e
finanziamento dei sottoattraversamenti come stabilito dal protocollo
d’intesa sottoscritto tra i due enti e la Regione Toscana il 27 giugno
2014. Il costo complessivo è di circa 30 milioni compreso l’impegno di
Anas e Rfi.
“Siamo davanti ad un’opera idraulica estremamente importante, della quale
come Regione siamo molto orgogliosi – ha detto il presidente della Toscana
Eugenio Giani – Questa è la terza opera idraulica più grande della
Toscana, dopo i laghi di Bilancino e Montedoglio, una grande cassa di
espansione ed un canale che funzionerà da scolmatore, con un ulteriore
meccanismo di apertura di 10 paratie che si attiverà quando il livello del
fiume Albegna diverrà minaccioso, tenendo gli abitati di Albinia e
Orbetello al sicuro. Oggi abbiamo attivato per la prima volta il sistema di
apertura delle 10 paratie, che consente in un primo momento la
stabilizzazione del flusso di acqua, poi la fuoriuscita dell’acqua, verso
il mare. Per capire la dimensione, basti pensare che dallo Scolmatore di
Pontedera, che nella criticità del 14 marzo ha salvato Pisa, passavano 230
mc/s d’acqua, che diventarono oltre 500 con la stabilizzazione delle
paratie. Queste prese d’acqua avranno una capacità di 350 mc/s, quindi
sostanzialmente analoga a quella dello Scolmatore di Pontedera”. “Il
sistema della cassa di espansione funziona già perfettamente – ha spiegato
Giani – e in futuro con le opere che dovrà realizzare Anas avremo anche la
possibilità di riversare le acque accumulate direttamente in mare,
chiudendo la strada e deviando il traffico su una viabilità alternativa.
Sintetizzando: questa opera risolve tutti i problemi che ci furono in
passato durante l’alluvione di Albinia”.
“Dopo le alluvioni che hanno colpito questo territorio nel 2012 e nel
2014 – ha aggiunto l’assessora regionale all’ambiente e alla difesa del
suolo Monia Monni – la Regione ha avviato un imponente lavoro di messa in
sicurezza, che non si è mai interrotto. Sono stati investiti quasi 13
milioni di euro per garantire una maggiore protezione, intervenendo
sull’Albegna nel tratto di fiume che va dal ponte della Marsiliana fino
alla foce, attraverso il consolidamento delle sponde e il rifacimento e
rafforzamento degli argini, anche del fiume Magnone. Voglio ricordare,
inoltre, che le opere già realizzate hanno dimostrato tutta la loro
efficacia nel 2019, quando una piena di portata superiore a quelle del 2012
e del 2014 è stata contenuta senza causare danni gravi. Un segnale
concreto del valore di questi interventi. Ma non ci siamo fermati. Oggi ci
troviamo all’interno della cassa di espansione dell’Albegna: un’opera
strutturale imponente, realizzata grazie a un investimento di 16 milioni di
euro da parte della Regione Toscana, ben 450 ettari di superficie e una
capacità di invasare 24 milioni di metri cubi d’acqua, per un intervento
che garantirà maggiore sicurezza a questo territorio anche in caso di
piene superiori a quelle duecentennali”.
“In questo momento – ha concluso l’assessora – i lavori sono in attesa di
una svolta: manca infatti il completamento degli interventi da parte di
Anas, che al momento è coinvolta in una procedura complicata a causa di
un’interdittiva antimafia che ha colpito l’impresa esecutrice. L’obiettivo
però resta chiaro: arrivare fino in fondo e farlo rapidamente. Confidiamo
di poter riprendere i lavori entro la fine dell’anno e portarli a
compimento, per dare finalmente a questo territorio la risposta che merita.
Nel dettaglio il progetto del 1 lotto prevede la realizzazione di un
complesso sistema di ingegneria idraulica, pensata per proteggere il
territorio da rischi di allagamento, garantendo sicurezza e continuità
idraulica nelle aree maggiormente esposte a fenomeni di piena.
L’elemento centrale del progetto è il canale scolmatore, che permette di
allontanare le acque in eccesso dall’area della cassa di espansione.
In caso di eventi estremi, il canale è in grado di evacuare tra i 170 e i
220 metri cubi al secondo, assicurando la sicurezza sia degli
attraversamenti ferroviari che stradali. Con una larghezza di circa 70
metri e una lunghezza di 1,2 km, il canale trasferisce direttamente al mare
i volumi d’acqua accumulati temporaneamente nella cassa, evitando così il
rischio di esondazioni nelle aree urbane. La cassa di espansione è
protetta da una serie di arginature lunghe circa 10 km, progettate per
contenere le acque e garantire la sicurezza dei nuclei abitati posti sulla
sinistra idraulica. Allo stesso tempo, si evita di aumentare il rischio
idraulico sulla destra. La costruzione di queste arginature richiede circa
355.000 metri cubi di terreno, previsti nel primo lotto dei lavori. Per
alimentare la cassa di espansione e il canale scolmatore, è stato
progettato un manufatto in cemento armato. Si tratta di una struttura
imponente, dotata di 10 paratoie a ventola in acciaio di grandi dimensioni
(7 x 3 metri ciascuna), posizionate sull’arginatura destra del fiume
Albegna. La fondazione è realizzata su pali di grande diametro (1 metro),
per un totale di 207 pali, ottenuti tramite perforazione ad elica continua.
A garantire la continuità delle arginature in corrispondenza del Torrente
Albegnaccia vi è un presidio specifico. Questa opera comprende una Porta
Vinciana (6 x 3 metri) che, in caso di piena, permette di chiudere il corso
d’acqua, evitando che i volumi accumulati nella cassa si riversino nelle
aree esterne, come quella di Campo Regio.
Un ulteriore elemento fondamentale è la regolazione delle acque del Canale
Principale 3, un canale di bonifica che, attualmente, convoglia le acque
sollevate dall’idrovora di Campo Regio verso la Controfossa Destra del
fiume Albegna. Nel nuovo progetto, il canale attraverserà l’argine
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