(AGENPARL) - Roma, 17 Febbraio 2025 - (AGENPARL) – lun 17 febbraio 2025 **Firenze MetroCittà contro gli stereotipi di genere, al via la 2^a
edizione del progetto finanziato dalla Regione**
/Scritto da Antonio Cannata, lunedì 17 febbraio 2025/
Dall’elaborazione delle linee guida per la redazione dei bilanci di genere
delle pubbliche amministrazioni comunali, alla realizzazione del Piano
strategico di genere della Città Metropolitana di Firenze. Dalla mappatura
delle disuguaglianze, ai laboratori nelle scuole per promuovere la cultura
delle pari opportunità coinvolgendo ragazze e ragazzi, genitori, docenti.
Al via la seconda edizione di “METRO GEBU-DICU”, progetto triennale
della Città Metropolitana di Firenze finanziato dalla Regione Toscana
nell’ambito del rifinanziamento, attraverso i fondi Fse+ 2021-2027, della
sua legge sulla cittadinanza di genere (l.r. 16/2009).
Il progetto – il suo nome per esteso è Città METROpolitana di Firenze
GEnder BUdgeting e DIffusione della CUltura di Genere – è stato presentato
stamani nel corso di una conferenza stampa in Palazzo Medici Riccardi a
Firenze dall’assessora regionale all’Istruzione e alle pari opportunità
Alessandra Nardini e dalla consigliera metropolitana con delega a pari
opportunità e accessibilità universale Michela Monaco, assieme alla
direttrice e al coordinatore di GEBU-DICU, Maria Paola Monaco, docente
Unifi e delegata della Rettrice all’inclusione e alla diversità, ed Enrico
Marone, docente presso il medesimo ateneo e delegato della Rettrice al
bilancio.
Grazie alla partecipazione al bando regionale lanciato nella scorsa
primavera, la Città Metropolitana di Firenze ha ottenuto un contributo di
circa 1 milione e 150mila euro, e le prime azioni del progetto hanno preso
il via in questi giorni.
Oltre all’elaborazione di linee guida per la stesura dei bilanci di genere,
saranno analizzati gli attuali BiGe delle amministrazioni comunali già
realizzati e il loro impatto sugli equilibri di genere e sarà promossa
l’integrazione di questi strumenti con le pratiche di pianificazione e
programmazione economico-finanziaria degli enti. Le attività saranno
sviluppate con la collaborazione dell’Osservatorio per i bilanci di genere
dell’ateneo fiorentino e, come traguardo del terzo anno, includeranno anche
un vero e proprio Piano strategico di genere della Città Metropolitana.
Previste attività di restituzione, report, eventi di chiusura, campagne di
comunicazione.
Gebu Dicu si articolerà anche nelle scuole con attività laboratoriali
rivolte a bambine e bambini della scuola primaria, incontri con studentesse
e studenti delle scuole secondarie superiori di secondo grado, con la
partecipazione attiva dei genitori, realizzazione di una guida per
insegnanti, formatrici e formatori.
“Il rifinanziamento della legge regionale 16/2009 ‘Cittadinanza di
genere’ – ha dichiarato l’assessora regionale Alessandra Nardini – era una
impegno che ci eravamo presi in questa legislatura perché crediamo
fermamente che combattere e prevenire discriminazioni e disuguaglianze di
genere, fino al drammatico fenomeno della violenza contro le donne, in
tutte le forme in cui essa si manifesta, sia un preciso dovere delle
istituzioni”. “Se vogliamo farlo concretamente – ha aggiunto – dobbiamo
partire dall’educazione, dal rimuovere pregiudizi, destrutturare stereotipi
e ruoli di genere. Dobbiamo, dunque, cambiare la cultura del nostro Paese,
della nostra società, superando quel rapporto storicamente diseguale tra
donne e uomini e sconfiggendo il patriarcato che, al netto di quello che
alcuni dicono, esiste ancora, eccome”.
“Ecco perché – ha spiegato l’assessora – siamo partiti nel 2022 con un
primo bando, che allora definimmo sperimentale, che andava a rifinanziare
la nostra legge regionale con complessivi 800mila euro a livello regionale,
ed oggi non solo confermiamo il rifinanziamento ma lo incrementiamo
notevolmente e diamo continuità a questi interventi, attraverso un bando
triennale finanziato con 5,7 milioni a livello regionale”. “Come nel
2022, tra le azioni che le Province possono mettere in campo con queste
risorse – ha sottolineato Nardini – ci sono i bilanci di genere, uno
strumento molto utile per mettersi in discussione e migliorarsi, andando ad
analizzare come le scelte amministrative fatte impattino, talvolta appunto
diversamente, sulla qualità della vita delle cittadine e dei cittadini e
per chiedersi dunque se le scelte adottate siano o meno sufficienti per
promuovere una reale e piena parità o come poter fare di più. E poi i
progetti di sensibilizzazione nelle scuole di ogni ordine e grado, azione
che ho voluto anche in questo bando obbligatoria per accedere al
finanziamento, perché sono fermamente convinta che questa sia la sola
strada per prevenire, per impedire in futuro che disuguaglianze e
discriminazioni continuino a verificarsi”.
“Voglio ringraziare davvero di cuore la consigliera Michela Monaco, la
professoressa Maria Paola Monaco ed il professore Enrico Marone – ha
concluso l’assessora – per il loro impegno su questi temi. La nostra scelta
di destinare queste risorse alle Province consentendo loro di poter tornare
ad esercitare appieno una loro competenza, quella sulle pari opportunità,
non era scontata, ma siamo convinti che la collaborazione tra le diverse
istituzioni sia fondamentale e che le Province meritino di tornare ad
essere valorizzate e riconosciute, dopo anni in cui sono state depauperate
di risorse, economiche e umane. Con questo bando uniamo le forze, la
Regione, insieme alle Province toscane, ai Comuni, alle scuole, ai Centri
Antiviolenza, alle associazioni e alle tante realtà che nei vari territori
quotidianamente portano avanti questa battaglia di civiltà, per affermare
la cultura del rispetto delle differenze, tutte, e la cultura della
parità”.
“Dopo la prima esperienza di elaborazione del Bilancio di genere con il
coinvolgimento diretto dei Comuni metropolitani – ha spiegato la
consigliera Michela Monaco – sono lieta dell’interesse da loro dimostrato
anche per questo nuovo progetto: all’incontro dello scorso 24 gennaio hanno
partecipato 47 referenti su 41 Comuni. C’è il bisogno di capire come le
scelte politiche e operative vadano a impattare e produrre effetti, in modo
differente, su donne e uomini”.
[In collaborazione con l’ufficio stampa della Città Metropolitana di
Firenze]
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