(AGENPARL) - Roma, 14 Febbraio 2025 - (AGENPARL) – ven 14 febbraio 2025 PrimAnteprima, Saccardi: “Vino toscano ancora su podio, studiamo nuove
strategie marketing”
Scritto da Redazione, venerdì 14 febbraio 2025
“I dati ci dicono che il vino toscano non retrocede, l’export è in
crescita, ed è ancora sul podio dei vini più importanti del mondo,
consideriamo che la quasi totalità (il 95%) della produzione è destinato
a vini di qualità, tra DOCG, DOC e IGT, rispetto a una media nazionale che
supera di poco il 65%”. Lo ha dichiarato la vicepresidente e assessora
all’agricoltura Stefania Saccardi che stamani è intervenuta a
PrimAnteprima, l’appuntamento che apre la Settimana delle Anteprime del
vino toscano in cui si presentano al mondo le nuove annate. L’evento è
promosso da Regione Toscana in collaborazione con la Camera di Commercio di
Firenze, l’organizzazione è a cura di PromoFirenze, il coordinamento della
comunicazione, l’ufficio stampa e i social, sono affidati a Fondazione
Sistema Toscana.
“Parliamo di una qualità – ha proseguito Saccardi – su cui peraltro la
Toscana sta continuando a investire molto. Abbiamo il 55% dei vigneti
completamente rinnovati negli ultimi anni e stiamo per riproporre la misura
per gli investimenti nelle cantine. Non nascondiamo qualche preoccupazione
per il mercato, è vero, come per il settore dell’HORECA, e per la
situazione internazionale, a cui si aggiungono i cambiamenti climatici e le
nuove regole dell’Unione europea per le etichettature, così come le nuove
sanzioni del codice della strada. A questo rispondiamo che dobbiamo
cambiare strategia e ci stiamo studiando per esplorare nuove modalità,
tenendo anche conto di un mercato molto flessibile che cambia gusti
rapidamente, ma a cui siamo pronti a andare incontro, perché i nostri vini
mantengano le postazioni di eccellenza che hanno oggi”.
I NUMERI DEL VINO TOSCANO – I dati della ‘wine economy’ toscana sono
contenuti all’interno del report di ISMEA realizzato per PrimAnteprima e
presentano una situazione che vede la regione confermarsi ancora una volta
la terra del biologico, con 23.534 ettari di superficie coltivata a bio, su
un totale di 61.431 ettari ovvero il 38% dell’intera superficie regionale e
il 17% di quella nazionale. Un dato che evidenzia il raggiungimento e
superamento con largo anticipo dell’obiettivo del 25% di superficie bio
posto dal New green deal dell’Unione Europea e dall’Agenda ONU 2030. Nei
giorni scorsi la Regione ha, inoltre, stanziato un fondo di 11 milioni di
euro di risorse comunitarie per l’intervento di “Ristrutturazione e
riconversione dei vigneti” in modo da aumentare la competitività dei
produttori aiutandoli a far conoscere ed apprezzare la qualità dei loro
prodotti nel mondo. Anche in questo ambito la Toscana supera la media
nazionale, con il 55% dei vigneti che ha meno di venti anni. Degli oltre
61mila ettari coltivati a vite, quasi il 95% è destinato a vini a
denominazione, rispetto ad una media nazionale che arriva al 65%. Oltre 12
mila, invece, le aziende viticole della regione che coltivano una media di
quasi 4 ettari ciascuna.
LA PRODUZIONE – Con una produzione in netta crescita rispetto all’anno
precedente, a 2,6 milioni di ettolitri, la Toscana occupa la settima
posizione, a livello nazionale, per quantità di vino prodotto. La sua
unicità emerge nel poter vantare sul suo territorio ben 58 indicazioni
geografiche riconosciute, delle quali 52 DOP (11 DOCG e 41 DOC) e 6 IGT che
presidiano la quasi totalità della superficie vitata. Due le denominazioni
che dominano per estensione: Chianti e Chianti Classico, che occupano
rispettivamente il 41% e il 21% della superficie rivendicata. Per quanto
riguarda la tipologia dei vitigni coltivati, forte la predominanza del
Sangiovese, al 59%, seguito a distanza da Merlot e Cabernet Sauvignon
rispettivamente con l’8 e 6%. Poco spazio è lasciato ai vitigni a bacca
bianca: il Trebbiano toscano copre meno del 4% della superficie a vite e il
Vermentino il 3%. Riguardo l’imbottigliamento i dati sono ancora
provvisori, ma, dalle prime stime, si nota che nel 2024 sono stati
imbottigliati 1,2 milioni di ettolitri di vini DOP, con il Chianti che da
solo rappresenta il 47% del totale del volume imbottigliato, seguito dal
Chianti Classico al 20%.
CRESCE L’EXPORT – A crescere non è solo la produzione, ma anche le
esportazioni, soprattutto quelle dei vini DOP fermi. I dati dei primi dieci
mesi del 2024 indicano, infatti, un aumento del 5% in volume e del 10% in
valore. Se questo risultato fosse confermato anche dai dati degli ultimi
due mesi del 2024 si supererebbero i 730 mila ettolitri per un valore di
740 milioni di euro. Analizzando nel dettaglio le aree geografiche, si nota
come la progressione più consistente dei volumi esportati è stata verso i
Paesi Extra-UE, cresciuti del +7% a fronte del +1% maturato all’interno dei
confini comunitari, con un divario che in valore diventa molto più
evidente: +16% dei paesi Extra UE contro la flessione del -4% all’interno
dalla UE. Il 54% delle consegne è stato verso Stati Uniti, Germania e
Canada, con gli Usa che da soli rappresentano il 33% in volume ed il 40% in
valore. Alla luce di questi dati appare evidente come in futuro rischiano
di pesare le incertezze legate all’evoluzione del mercato globale nel
medio-lungo periodo, in riferimento ai dazi che potrebbero essere
introdotti dall’amministrazione americana. Un altro elemento di criticità
è rappresentato dai possibili effetti dei cambiamenti climatici, che
preoccupano i produttori tanto da indurli ad intraprendere un profondo
ripensamento delle tecniche di coltivazioni e della gestione in vigna e in
cantina, pensando a nuovi cloni resistenti, sensoristica, gestione
dell’acqua, non ultimo proporre vini sui mercati più vicini ai desiderata
di consumatori più giovani.
MERCATO INTERNO PIÙ FRAGILE – Se l’export cresce, la domanda interna
evidenzia una situazione diversa, con i consumi domestici (Horeca escluso)
che si sono ridotti del 3% per le DOP toscane, che rappresentano il 14% del
valore dei vini DOP venduti nella Grande Distribuzione, mentre il valore
complessivo della relativa spesa è sceso dell’1%. Anche per i vini IGT
toscani, che nel 2024 hanno rappresentato l’8,5% del valore complessivo
degli IGT venduti nella Distribuzione Moderna, si è rilevato un
indebolimento della domanda con flessione degli acquisti in volume del 3%.
Il profilo del consumatore tipo di vino DOP toscano, che acquista nella
GDO, è prevalentemente over 60 (il 68% degli acquirenti) con reddito
medio-alto, residente nel Centro Nord, mentre l’identikit del consumatore
casalingo, che si rifornisce nel canale retail è over 55 e, sei volte su
dieci, con un reddito sopra la media. Sul fronte delle vendite, tuttavia,
c’è da considerare – sebbene nella debita scala di volumi – il buon
andamento delle vendite presso i negozi specializzati che stanno mostrando
un crescente interesse da parte dei consumatori per prodotti di qualità e
per vini con caratteristiche di provenienza particolari.
In collaborazione con l’Ufficio stampa della Fondazione Sistema Toscana
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