(AGENPARL) - Roma, 7 Febbraio 2025 - [cid:image001.jpg@01DB795C.BD15DB80] Ufficio comunicazione e stampa della Corte costituzionale Comunicato del 7 febbraio 2025 È AMMISSIBILE IL REFERENDUM ABROGATIVO IN TEMA DI CONTRATTI DI LAVORO A TERMINE La Corte costituzionale,con la sentenza numero 14,ha dichiarato ammissibile la richiesta di referendum abrogativo denominata «Abrogazione parziale di norme in materia di apposizione di termine al contratto di lavoro subordinato,durata massima e condizioni per proroghe e rinnovi». Il quesito referendario riguarda l’abrogazione di alcune previsioni (articoli 19,commi 1,1-bis e 4,e 21,comma 01,del decreto legislativo numero 81 del 2015) che attualmente consentono la stipulazione di contratti di lavoro a tempo determinato (e anche la loro proroga e/o il rinnovo) fino a un anno senza dover fornire alcuna giustificazione,e,per quelli di durata superiore,sulla base di una giustificazione individuata dalle parti,anche se non prevista né dalla legge,né dai contratti collettivi stipulati dai sindacati più rappresentativi a livello nazionale. Le norme oggetto del quesito non rientrano fra le leggi per cui la Costituzione,all’articolo 75,esclude che si possa richiedere referendum abrogativo. Il quesito,inoltre,soddisfa tutti i requisiti (di chiarezza,omogeneità,univocità) richiesti per consentire all’elettore di esercitare una scelta libera e consapevole. Esso,infatti,è formulato nei termini di un’alternativa secca: da un lato,abrogare le disposizioni vigenti,con conseguente estensione ai rapporti di lavoro di durata infrannuale dell’obbligo di giustificazione dell’apposizione del termine oggi sussistente per la stipulazione di contratti di lavoro di durata superiore all’anno e il necessario riferimento,per tutti i contratti a termine,alle sole cause giustificative previste dalla legge o dai contratti collettivi; dall’altro,conservare la normativa vigente,che,all’opposto,ne liberalizza l’impiego. Roma,7 febbraio 2025
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