
(AGENPARL) – ven 06 settembre 2024 COMUNICATO STAMPA DEL 6 SETTEMBRE 2024
“Siamo favorevoli alla transizione energetica, ma siamo contrari a ogni forma di
speculazione ed a scelte calate dall’alto che non tengano conto delle posizioni delle
comunità e delle istituzioni locali”.
I Sindaci della provincia di Oristano sono uniti nel ribadire la posizione delle loro
comunità contro i pericoli della speculazione legata ai progetti sugli impianti di
produzione energetica. All’invito del Sindaco del capoluogo, Massimiliano Sanna,
hanno risposto una ventina di sindaci che nel salone del Seminario Tridentino si sono
confrontati sulla strategia migliore da mettere in campo per contrastare quella che è
stata definita una invasione della speculazione.
Il Sindaco Sanna ha aperto il dibattito invitando tutti a trovare una linea condivisa “a
cominciare dall’individuazione delle aree idonee e di quelle non idonee. I tempi che ha
imposto la Regione sono troppo stretti e le strutture tecniche dei comuni non sono in
grado di fornire le risposte richieste”.
Una valutazione condivisa da tutti, sia pure nella consapevolezza che i processi se non
sono governati vengono imposti e si corre il rischio che le decisioni siano assunte
senza che le comunità locali abbiano il tempo per esprimersi.
“Siamo di fronte a un’aggressione difficile da fermare e per questo motivo è ancora
più importante la consapevolezza e l’unione – ha detto Antonio Pili, Sindaco di Allai -. Il
metodo di coinvolgimento seguito dalla Regione non è adeguato”.
Per il Sindaco di Bonarcado, Annalisa Mele, “bisogna far sentire la nostra voca a Roma
perché solo una moratoria nazionale potrebbe servire a interrompere i tempi. Siamo
favorevoli alla transizione energetica, ma la nostra è una ferma condanna a questa
invasione sconsiderata. Ci chiediamo, inoltre, che fine farà l‘energia che verrà
prodotta. Non esistono gli impianti per lo stoccaggio”.
“Bisogna fare fronte comune, da soli non otteniamo niente. Peraltro dire no a tutto non
porta niente – ha sottolineato Danilo Cossu (Sindaco di Ula Tirso) -. Chiediamo che si
tenga conto dei sacrifici già compiuti dai territori e che nel calcolo della capacità
produttiva venga conteggiata anche la quota di energia già prodotta, ad esempio
quella della Diga sul Tirso”.
Il Sindaco di Busachi Gianni Orrù si è detto rammaricato per la scarsa presenza di
sindaci all’incontro di Oristano: “Gli assenti hanno già abbandonato il campo? Oggi la
presenza di tutti era fondamentale. La Regione ci impone un quesito stringente, ma
non siamo nella condizione di individuare le aree idonee. Allo stesso tempo non
possiamo non essere preoccupati per ciò che potrebbe accadere se non esprimessimo
il nostro parere”.
“Abbiamo necessità di energia e serve che sia a basso costo per le nostre aziende – ha
evidenziato Sebastiana Moro (Sindaco di Tramatza) -. Partiamo allora dalla conoscenza
del fabbisogno presente e futuro. È un punto di partenza indispensabile per un
ragionamento su un tema tanto importante come quello dell’energia”.
Nino Manca, Assessore all’agricoltura di Milis, ha ammonito: “Stiamo attenti, non è la
prima volta che si realizzano progetti calati dall’alto che non tengono conto dei pareri
dei comuni. Milis con gli impianti già realizzati e con quelli previsti sacrificherebbe il
20% del suo territorio”.
“Gli impianti per la produzione di energie rinnovabili non devono mettere a rischio le
produzioni agricole e alimentari – ha osservato Manuela Pintus (Sindaco di Arborea) -.
Dobbiamo far sentire la nostra voce a Roma e far capire che siamo contrari a ogni
forma di speculazione”.
“Dobbiamo ascoltare il popolo e ciò che sta chiedendo è chiaro a tutti – ha
puntualizzato Pierpaolo Pisu (Sindaco di Tadasuni) -. Nel momento in cui la Regione ci
impone una risposta in pochi giorni, il Consiglio regionale si prende tre settimane di
ferie. Roma deve capire il problema sociale della Sardegna e valutare i sacrifici che la
nostra isola ha già affrontato con servitù di ogni tipo: militari, industriali, culturali, dei
trasporti”.
Da Domenico Gallus (Sindaco di Paulilatino) “porte sbarrate dalla nostra comunità
dove sono state raccolte 600 firme a sostegno della Legge Pratobello. Sottolineo con
dispiacere la mancanza dei sindaci di centro-sinistra a questa assemblea”.
Infine Giangiuseppe Vargiu (Narboli) ha invitato a valutare adeguatamente sul ruolo
dei comitati spontanei.