(AGENPARL) - Roma, 1 Agosto 2024 - (AGENPARL) – gio 01 agosto 2024 Gentile collega,
ti segnaliamo questa notizia appena pubblicata su Media Inaf riguardante
l’avvio di un nuovo progetto di citizen science, questa volta proposto
dalla missione Euclid dell’Esa in collaborazione con il celebre Galaxy Zoo
sulla piattaforma Zooniverse.
Di seguito riportiamo il testo integrale della notizia.
CON IL COMMENTO DI CRESCENZO TORTORA DELL’INAF
Classifica anche tu le galassie di Euclid
Decine di migliaia di galassie distanti, tutte da classificare: è il nuovo
progetto di citizen science proposto dalla missione Euclid dell’Esa in
collaborazione con il celebre Galaxy Zoo sulla piattaforma Zooniverse. Il
contributo dei volontari servirà ad addestrare un algoritmo di intelligenza
artificiale per identificare la forma delle centinaia di milioni di
galassie che il telescopio spaziale osserverà nei prossimi sei anni
Claudia Mignone 01/08/2024
Quaranta immagini di galassie dalla forma disparata, osservate con Euclid.
Crediti: Esa/Euclid/Euclid Consortium/Nasa, CC BY-SA 3.0 IGO or ESA
Standard Licence
“Più veloce, più in alto, più forte”. È il famoso motto delle Olimpiadi, e
se state seguendo le gare in questi giorni avrete forse sentito che da
qualche anno il Comitato Olimpico Internazionale vi ha aggiunto un nuovo,
importante elemento: “insieme”. A sottolineare il valore unificante dello
sport. Anche nella scienza, l’unione fa notoriamente la forza, e non solo
all’interno dei team di ricerca ma – sempre più spesso – anche in
collaborazione con il pubblico, grazie alla *citizen science*.
Ne è un esempio il nuovo progetto Galaxy Zoo
lanciato oggi,
grazie al quale anche voi potrete aiutare ricercatori e ricercatrici della
missione Euclid dell’Agenzia
spaziale europea (Esa) a *identificare le forme di centinaia di migliaia di
galassie* osservate dal nuovo telescopio spaziale che studia il “lato
oscuro” dell’Universo. Queste classificazioni saranno fondamentali per
comprendere come la forma delle galassie si sia evoluta nel tempo, cosa ha
causato questi cambiamenti e perché.
Galaxy Zoo è uno dei progetti di *citizen science* più famosi al mondo.
Lanciato nel 2007 da un team di astronomi che chiese aiuto al pubblico per
classificare le forme di un milione di galassie nelle immagini della Sloan
Digital Sky Survey, è cresciuto negli ultimi diciassette anni,
coinvolgendo *oltre
quattrocentomila persone* e ampliando il bacino di galassie da visionare,
con immagini provenienti da altri osservatori, sia a terra che in orbita,
come i telescopi spaziali Hubble e Jwst. Non poteva mancare anche Euclid.
«Dalla morfologia e dai colori delle galassie, possiamo derivare
informazioni cruciali per capire come le galassie si siano formate e
trasformate nel corso della loro esistenza, ad esempio attraverso
l’interazione con l’ambiente in cui vivono e le fusioni, o *merging*, con
altre galassie», spiega a *Media Inaf* *Crescenzo Tortora*, ricercatore
dell’Istituto nazionale di astrofisica a Napoli e membro del *working
group* che,
all’interno della Euclid Collaboration, si occupa di caratterizzare la
morfologia, le dimensioni, e la forma delle galassie osservate. È proprio
questo gruppo che ha progettato il nuovo progetto di *citizen science* e
che ne userà i prodotti. «Il modo più semplice per caratterizzare la
morfologia delle galassie è l’ispezione visuale, assegnando etichette a
ciascuna galassia: ad esempio, se ha bracci a spirale, e quanti, se ha un
disco, un bulge, compagne attorno a lei, eccetera. Tuttavia, l’ispezione
visuale di miliardi di galassie, come quelle che osserveremo grazie a
Euclid, sarebbe proibitiva per gli astrofisici, richiedendo anni di lavoro
continuo. Pensate: se immaginiamo che ogni galassia richieda almeno 5
secondi per poter essere etichettata, un singolo astrofisico dovrebbe
dedicare almeno 2 mesi di lavoro ininterrotto, senza dormire o mangiare,
per classificare 1 milione di galassie».
Fortunatamente, l’*intelligenza artificiale* viene in aiuto. «Codici di
intelligenza artificiale come ZooBot, che utilizzeremo in Euclid, una volta
addestrati su galassie etichettate da esseri umani, permettono di
classificare enormi quantità di dati, mai visti prima da occhio umano, in
tempi molto brevi», prosegue Tortora. «Tuttavia, ZooBot ha bisogno di
imparare da una grande quantità di esempi già classificati ed etichettati
da esseri umani. Attraverso il progetto di *citizen science *Euclid Zoo,
chiediamo aiuto alla gente comune: non esperti ma interessati, curiosi e
desiderosi di contribuire a qualcosa di grande. Centinaia, migliaia di
volontari potranno divertirsi a fare gli astrofisici, etichettando
centinaia di migliaia di galassie, aiutando a svolgere molto più
velocemente un lavoro che i soli astrofisici non potrebbero fare da soli».
Dopo il lancio, il primo luglio 2023, Euclid ha iniziato
la
sua *survey* scientifica lo scorso febbraio e si prevede che, nel corso dei
prossimi sei anni, invierà sulla Terra *circa 100 Gigabyte di dati al
giorno*. Nella sua missione di mappare l’Universo, Euclid riprenderà
centinaia di migliaia di galassie distanti, di cui si può avere
un’anteprima sbirciando sullo sfondo nelle spettacolari prime immagini
rilasciate alla fine dell’anno scorso
e poi ancora lo scorso
maggio
La collaborazione Euclid condividerà i primi cataloghi di dati veri e
propri con la comunità scientifica a partire dal 2025. Nel frattempo questo
primo set di dati, con *decine di migliaia di galassie selezionate da oltre
ottocentomila immagini*, è stato reso disponibile sulla piattaforma
Zooniverse. Qui, l’algoritmo di intelligenza artificiale ZooBot, sviluppato
dal team di Zooniverse, esamina per primo le immagini di Euclid,
attribuendo un’etichetta a quelle “più facili” – galassie di cui esistono
già molti esempi nelle *survey *precedenti. Quando ZooBot non è sicuro
della classificazione di una galassia, magari a causa della presenza di
strutture complesse oppure troppo deboli nell’immagine, la mostra agli
utenti di Galaxy Zoo per raccogliere le loro classificazioni umane, che
aiuteranno ZooBot a migliorare.
Per questo, ogni *citizen scientist* che aiuterà il team di Euclid
classificando la forma delle galassie su Galaxy Zoo potrà ammirare una
miriade di immagini inedite raccolte da Euclid e, chissà, *potrebbe
addirittura essere la prima umana o il primo umano a posare gli occhi
sull’immagine di una certa galassia*. Sulla piattaforma, accanto alle
immagini, i volontari riceveranno una serie di domande, per esempio:
“Questa galassia è rotonda?” oppure “Ci sono segni di bracci a spirale?”.
Una volta addestrato su queste classificazioni umane, ZooBot verrà
integrato nei cataloghi di Euclid per classificare in dettaglio centinaia
di milioni di galassie, contribuendo a creare il più grande catalogo
scientifico mai realizzato.
*Per saperne di più:*
– Visita il sito del progetto Galaxy Zoo
sulla
piattaforma Zooniverse
Cordialmente,
Ufficio Stampa INAF
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