(AGENPARL) - Roma, 16 Luglio 2024 - (AGENPARL) – mar 16 luglio 2024 MORTA PER UN’INFEZIONE CONTRATTA IN OSPEDALE,
DALLA ASL RISARCIMENTO DI 900MILA EURO AI FAMILIARI
Pescara, 16 luglio – La Asl di Pescara condannata a risarcire di oltre 900mila euro
i familiari di una donna morta nel 2010 a causa di un’infezione contratta mentre era
ricoverata in ospedale. I parenti della vittima, assistiti dall’avvocato Andrea Colletti, ex
deputato ed esperto in casi di malasanità, avevano avviato un’azione contro la Asl: in
primo grado il giudice aveva dato ragione all’azienda sanitaria, ma, presentato l’appello
contro la sentenza, la Corte d’Appello dell’Aquila ha ribaltato quel pronunciamento.
La donna, 71 anni, a partire dall’ottobre del 2010 fu sottoposta ad una serie di
ricoveri all’ospedale di Pescara per problematiche connesse ad una rettorragia e ad una
malattia infiammatoria dell’intestino. Successivamente fu dimessa, ai fini del ricovero
in una Rsa. Lì le sue condizioni si aggravarono e scattò il trasferimento all’ospedale di
Chieti, dove morì il giorno di Natale dello stesso anno a causa delle complicanze dovute
ad uno shock settico determinato da un’infezione da stafilococco aureo.
Avviata l’azione contro la Asl di Pescara, in primo grado il Tribunale aveva ritenuto
di escludere, sulla base della perizia presentata, che l’infezione fosse stata contratta
nell’ospedale del capoluogo adriatico e che ci fossero state negligenze da parte del
personale sanitario, respingendo così la richiesta di risarcimento. L’avvocato Colletti,
per conto dei suoi assistiti, ha poi presentato appello.
Nel suo pronunciamento, la Corte d’Appello dell’Aquila ha riconosciuto “la
negligenza, imprudenza, imperizia dei sanitari della Ausl di Pescara” ed ha dichiarato la
sussistenza del “nesso di causalità tra l’inadempimento dei sanitari e della struttura ed
il decesso”. Nella sentenza viene sottolineato che la scelta della terapia antibiotica cui
è stata sottoposta la donna è apparsa “improntata all’approssimazione”, che il
trasferimento della donna in Rsa, anche a causa di “errate dimissioni ed errata lettera
di dimissioni” è stato caratterizzato da “plurimi profili di negligenza ed imprudenza (se
non anche imperizia)” ed ha rappresentato una “condotta gravemente negligente,
imprudente ed imperita”. Per questi motivi i giudici hanno disposto il risarcimento in
favore dei familiari per circa 900mila euro.
“Le infezioni ospedaliere – commenta l’avvocato Andrea Colletti – negli ultimi anni
sono una delle principali problematiche a cui si assiste nelle strutture sanitarie e sono
tra le maggiori cause di decessi. Le statistiche pre-covid affermano che circa 11mila
decessi in Italia avvengono a causa di infezioni ospedaliere. Dai dati più recenti emerge
che la situazione è addirittura peggiorata, soprattutto per batteri molto pericolosi quali
gli Acinetobacter, Klebsiella Pneumoniae e Candida Auris. La vicenda in questione,
risalente al 2010, dimostra comunque che se ci fosse più attenzione, sia ai percorsi
terapeutici sia ai rischi di contaminazione, si salverebbero delle vite e, al contempo, si
eviterebbero le spese per il trattamento e gli aggravamenti causati dalle infezioni e
quelle per i risarcimenti”.
Trending
- Ambiente: Periti Agrari al tavolo tecnico MASE per aggiornare i criteri sul verde pubblico
- FIABADAY 2026: IL PORTO DI ANCONA APRE LE PORTE ALL’INCLUSIONE
- Mele, l’Italia sul tetto del mondo: export da primato per il secondo anno consecutivo
- La Rete Specialmente in Biblioteca presenta la mostra “Mappe dei Saperi”. Venerdì 6 novembre opening al Quadriportico ex-Roncati
- Centrosinistra: Maraio, bene allargamento tavolo, socialisti daranno contributo
- Fieracavalli, La Sicilia al passo: turismo lento, inclusione e biodiversità dal 5 all’8 novembre a Verona
- Elettori fuori sede – Il Comune di Oristano istituisce l’elenco comunale
- Nasce il progetto di marketing territoriale “Lupa Farnesiana”. Tre proposte per scegliere insieme il logo del quartiere
- Milano Cortina 2026, conti e garanzie pubbliche: la Corte dei conti risponde ad Agenparl e indica una deliberazione sui profili finanziari dei Giochi
- Appalti e investimenti, quasi 938 milioni in tre grandi gare: batterie, gas e ferrovie. Per le PMI altri 150 milioni sul digitale
