(AGENPARL) - Roma, 15 Febbraio 2024 - (AGENPARL) – gio 15 febbraio 2024 San Giovanni di Dio, intervento chirurgico salva vita riuscito grazie al modello 3D
Dimessa dopo due giorni, rischiava di perdere la milza
Soddisfatto il team: “Ha funzionato l’integrazione di tecnologie avanzate”
Scritto da Paola Baroni, giovedì 15 febbraio 2024
Firenze – Un intervento salva vita durante il quale il team che ha operato al San Giovanni di dio (Firenze) è riuscito a preservare la milza di una giovane donna grazie al ricorso alla stampa 3D integrato all’approccio laparoscopico minimamente invasivo. A conferma del successo tecnico dell’intervento, la paziente è stata dimessa il secondo giorno postoperatorio. La patologia che ha colpito la giovane donna è rara, un aneurisma dell’arteria splenica, ovvero una dilatazione anomala dell’arteria che irrora la milza. Può essere letale e necessario per trattarla efficacemente anche l’asportazione di un organo importante per le difese immunitarie come la milza. L’utilizzo della stampa 3D per creare un modello fatto su misura su paziente e per avere una pianificazione precisa dell’intervento, ha giocato un ruolo cruciale. La realizzazione finale del dettagliato modello 3D che comprendeva strutture anatomiche come la milza, il pancreas e i vasi splenici, ha potuto fornire preziose informazioni sia prima che durante l’intervento, contribuendo al suo successo.
Il team guidato dal direttore del dipartimento chirurgico, Stefano Michelagnoli, era composto dal primario della Chirurgia generale, Alessandro Anastasi che ha condotto l’intervento e dal chirurgo vascolare, Emiliano Chisci .
La tecnica utilizzata si basa sulla “esclusione” dell’aneurisma mediante sua legatura. “ Preservare la milza in casi del genere è spesso impegnativo, soprattutto quando l’aneurisma entra quasi nella milza – spiega Chisci – Tuttavia siamo riusciti a preservare l‘organo escludendo un grande aneurisma dell’arteria splenica ”.
Fondamentale è stata la collaborazione con gli ingegneri Giovan Battista Semplici e Federica Giovannini che hanno realizzato il modello. Un paio di incontri on line con i chirurghi e nel tempo della pre ospedalizzazione del paziente, gli ingegneri sono riusciti a creare il corretto modello 3D necessario per la guida intraoperatoria.
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