(AGENPARL) - Roma, 31 Marzo 2023 - “Quanto accaduto sul dossier automotive – ha continuato Urso – dimostra come si possa incidere anche su altre tematiche, dal regolamento sul packaging a quello sulle microplastiche e all’eco design. Italia e Polonia sono consapevoli che è iniziata una nuova fase in cui occorre necessariamente coniugare gli obiettivi della transizione ecologica con le effettive esigenze del sistema sociale e produttivo europeo. Deve prevalere – ha concluso – una politica industriale assertiva e non rinunciataria, con una chiara visione strategica a tutela del lavoro e dell’impresa europea”.
Nel corso dell’incontro i ministri hanno approfondito i temi relativi alla ricostruzione dell’Ucraina su cui i due Paesi hanno una comune posizione. Nella conversazione Urso ha illustrato le potenzialità della portualità dell’alto Adriatico, in particolare dello scalo marittimo di Trieste e della piattaforma di Verona nella gestione logistica e commerciale delle merci da e per l’Ucraina. Il progetto di Horonda, con la realizzazione di una piattaforma logistica e ferroviaria in Ucraina al confine della Slovacchia, potrà essere lo snodo principale per l’interscambio tra l’Europa e l’Ucraina. Questo sarà uno dei temi del grande meeting sulla ricostruzione che si terrà a Roma il 26 aprile.
Nella riunione bilaterale è stata inoltre considerata la prospettiva della realizzazione di una linea ferroviaria ad alta velocità per collegare Kiev a Varsavia, strategica nell’ottica del trasporto di merci e persone e su cui l’Italia possiede un elevato know how grazie alle imprese del comparto, che sono leader a livello europeo, così come eventuali partnership industriali in Ucraina. I due ministri hanno infine condiviso come si possa migliorare la collaborazione nel settore dell’automotive, dello spazio, dell’agroalimentare e delle macchine agricole.
Il ministro Urso ha successivamente incontrato rappresentanti della comunità imprenditoriale italiana in Polonia e si è recato a Lowicz presso il centro di accoglienza per i profughi ucraini gestito da un imprenditore italiano, che è diventato un modello di integrazione per le famiglie dei rifugiati. “Un esempio concreto di come l’impresa possa fare solidarietà” ha affermato il ministro Urso.