(AGENPARL) - Roma, 8 Agosto 2023 - (AGENPARL) – mar 08 agosto 2023 Pesaro, 8 agosto 2023
COMUNICATO STAMPA
/Il presidente: autorevole il parere degli uffici, ma non è l’atto richiesto/
RICECI, PAOLINI ALLA REGIONE: «SERVE INTERPRETAZIONE AUTENTICA DEL
CONSIGLIO REGIONALE PER FARE DEFINITIVA CHIAREZZA»
PESARO – «Su di me le pressioni non fanno effetto. Non devo
dimostrare niente in fatto di tutela ambientale e non devo costruire
un futuro politico». GIUSEPPE PAOLINI ha assistito al dibattito sul
caso Riceci, ora interviene per dire la sua. Così il presidente: «La
Provincia sta operando in piena trasparenza e nel rigoroso rispetto
delle norme sul procedimento amministrativo. Ma anche sul piano del
principio di separazione tra funzioni di indirizzo
politico-amministrativo spettanti agli organi di governo e funzioni di
gestione amministrativa proprie dei dirigenti. Proprio in
quest’ottica, lo scorso 22 giugno, il consiglio provinciale ha
approvato un ordine del giorno con cui in primis ha espresso
contrarietà con forza e nettezza, “limitatamente alla propria
competenza politica”, alla realizzazione dell’impianto di smaltimento
rifiuti “in quanto, oltre ad essere sovradimensionato per la necessità
del territorio, risulta particolarmente impattante sotto ogni profilo
– sia ambientale che paesaggistico – sul territorio locale e su quello
provinciale”. Sempre nell’esercizio del suo ruolo
politico-amministrativo, il consiglio provinciale ha ravvisato profili
di incertezza riguardo all’ambito applicativo delle disposizioni del
vigente piano regionale, che stabiliscono le distanze degli impianti
di trattamento rifiuti dai centri abitati. E in una logica di leale
collaborazione con i vertici politici dell’amministrazione regionale,
ha richiesto che l’assemblea legislativa regionale chiarisse, con un
atto di interpretazione autentica, la reale portata applicativa delle
previsioni del piano regionale dei rifiuti». Puntualizza Paolini: «A
distanza di un mese è pervenuto un parere sulla questione delle
distanze dai centri abitati, formulato dagli uffici dell’assessorato
regionale all’Ambiente. Parere che, sia pure autorevole, non assume
con tutta evidenza i caratteri richiesti dell’interpretazione
autentica delle disposizioni regionali, posto che la norma di
interpretazione autentica è tale se proviene dallo stesso organo
(l’assemblea legislativa regionale, ndr) che ha adottato la previsione
oggetto di interpretazione. Allo stato attuale, in assenza di un atto
di interpretazione autentica, risulta quindi improprio ritenere che
gli uffici della Provincia possano anticipare la definizione del
procedimento autorizzatorio, tuttora pendente in attesa che la ditta
proponente soddisfi l’ampia richiesta di chiarimenti e integrazioni
documentali, avanzata da più enti nel corso dell’istruttoria». Osserva
il presidente della Provincia: «Il parere regionale è un autorevole
contributo che, alla pari degli altri compositi apporti istruttori
acquisiti e in via di acquisizione nel corso di una procedura quanto
mai complessa e articolata, sarà valutato dai competenti uffici
tecnici (Urbanistica e Ambiente, ndr) della Provincia con il consueto
rigore ed equilibrio ai fini dell’assunzione del provvedimento finale
di competenza dirigenziale». Di qui, la richiesta rinnovata del
presidente: «Reputo quindi che la Regione Marche, attraverso
l’assemblea legislativa, possa ancora dare un fondamentale contributo
facendo definitiva chiarezza non su come si interpretino le norme
statali che definiscono e classificano i rifiuti urbani e speciali, ma
su come vada applicata la previsione regionale sulle distanze dai
centri abitati degli impianti. Definendo se, ed eventualmente a che
condizioni, le norme derogatorie (500 metri) siano applicabili anche
ai rifiuti decadenti dal trattamento dei rifiuti urbani differenziati.
Se la richiesta di interpretazione autentica avanzata dal consiglio
provinciale venisse quindi effettivamente soddisfatta, si darebbe un
importante contributo in termini di trasparenza e chiarezza delle
previsioni regionali. Si tratta di un punto dirimente che sarebbe
utile e apprezzabile per l’intera comunità regionale al di là della
vicenda dell’impianto di Riceci, che troverà comunque definizione
tecnico-amministrativa a conclusione dell’iter istruttorio. Dal
momento che potrebbero riproporsi analoghe incertezze o
fraintendimenti anche per altri siti e interventi».
Francesco Nonni
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