(AGENPARL) - Roma, 10 Ottobre 2026 - Quasi 200 espositori da 27 Paesi alla manifestazione aerospaziale di Marrakech. Tra gli annunci più rilevanti, un contratto per armare droni da combattimento, nuovi programmi per sistemi autonomi e intese per ampliare le capacità produttive del settore. Presente anche l’italiana Leonardo
Droni da combattimento, bombe guidate, sistemi autonomi e nuove capacità di produzione industriale sono tra i temi emersi al Marrakech Air Show 2026, la manifestazione internazionale dedicata all’aerospazio e alla difesa che si conclude oggi, 10 ottobre, presso la base delle Forze aeree reali marocchine. L’ottava edizione riunisce quasi 200 espositori provenienti da 27 Paesi, con la partecipazione di grandi gruppi internazionali, aziende specializzate e delegazioni istituzionali e militari.
Tra gli operatori presenti figura anche l’italiana Leonardo, inserita nel gruppo dei principali espositori del comparto aerospaziale e della difesa. La manifestazione ha offerto una panoramica delle tecnologie e delle collaborazioni industriali che stanno interessando il settore, con annunci che spaziano dall’integrazione di armamenti sui velivoli senza pilota alla ricerca applicata e alla produzione locale di componenti e sistemi avanzati.
Bombe guidate e droni da combattimento
Uno degli annunci più significativi sul piano strettamente militare è arrivato il 9 ottobre dal gruppo emiratino EDGE. L’azienda ha comunicato la firma di un contratto con l’Amministrazione della difesa nazionale marocchina per la fornitura di bombe guidate Desert Sting 16 e di kit di guida Thunder, destinati a essere integrati nella flotta di velivoli senza pilota da combattimento delle Forze aeree reali.
L’accordo riguarda sia la fornitura delle munizioni sia l’integrazione dei sistemi sugli aeromobili. Per la versione Thunder P-31, progettata per bombe Mk 81 da 250 libbre, EDGE indica una gittata fino a dieci chilometri dal lancio da un velivolo senza pilota e un sistema di guida laser semiattiva. Anche le Desert Sting 16 possono essere equipaggiate con un sensore di questo tipo.
L’intesa rappresenta uno degli sviluppi più concreti emersi durante il salone, perché riguarda un contratto di fornitura e integrazione di armamenti, anziché una semplice manifestazione d’interesse commerciale. La notizia è stata riportata il 9 ottobre dalla pubblicazione specializzata Janes.
Il programma IRIFI e i sistemi autonomi
Un altro dossier riguarda Harmattan AI, società francese attiva nelle tecnologie per la difesa. Durante la giornata inaugurale del 7 ottobre è stata firmata una lettera d’intenti relativa al sistema autonomo IRIFI, progettato per missioni d’attacco a lungo raggio e destinato a essere sviluppato e prodotto localmente.
Secondo le informazioni diffuse sul progetto, il sistema è concepito per operare in ambienti contesi e avrebbe una gittata dichiarata fino a 2.000 chilometri. La lettera d’intenti comprende l’acquisizione, lo sviluppo e la produzione del sistema. Si tratta tuttavia di un’intesa preliminare, da distinguere da un contratto definitivo di acquisto.
Nella stessa giornata è stato annunciato un accordo per l’insediamento di una piattaforma industriale e tecnologica di Harmattan AI, con l’obiettivo di sviluppare e produrre sistemi autonomi per la difesa. La società ha indicato una capacità produttiva potenziale fino a 55.000 sistemi all’anno per la piattaforma prevista. Il dato riguarda la capacità prospettata del progetto e non equivale a una produzione già raggiunta.
Ricerca, investimenti e nuovi accordi industriali
Il programma del salone ha incluso anche intese dedicate alla ricerca e alla filiera aerospaziale. Tra gli annunci del 7 ottobre figura la creazione di una piattaforma collaborativa di ricerca e sviluppo per la produzione avanzata, con il coinvolgimento di un consorzio che comprende Boeing, Lockheed Martin e Airbus, insieme ad altri partner industriali e accademici.
Nella stessa giornata Safran ha sottoscritto un memorandum d’intesa per realizzare una struttura dedicata ai sistemi di lubrificazione e gestione dei fluidi per motori aeronautici. L’investimento annunciato ammonta a 120 milioni di dirham e prevede la creazione di circa 100 posti di lavoro. Un altro accordo, tra il ministero marocchino dell’Industria e Royal Air Maroc, punta a sviluppare gli acquisti presso fornitori locali.
L’8 ottobre sono stati firmati altri cinque accordi industriali. Tre protocolli d’investimento riguardano cablaggi elettrici, lavorazioni meccaniche di precisione e trattamenti superficiali per componenti aeronautici. Secondo quanto riportato dal quotidiano marocchino Le Desk, i progetti prevedono complessivamente circa 950 posti di lavoro diretti. Gli altri due accordi definiscono un quadro di collaborazione con il costruttore sudcoreano Korea Aerospace Industries e un partenariato nel settore della mobilità per la difesa.
Non tutti questi documenti comportano ordini di sistemi militari: alcuni sono protocolli d’investimento, altri stabiliscono le basi per future collaborazioni. La distinzione è rilevante per valutare l’impatto effettivo degli annunci.
Un appuntamento per l’industria internazionale della difesa
La presenza di aziende come Leonardo, Airbus, Boeing, Safran, Thales, Lockheed Martin, RTX ed Elbit Systems conferma l’ampiezza del panorama industriale rappresentato a Marrakech. Accanto ai grandi costruttori aeronautici, la manifestazione ha dato spazio a imprese impegnate in sistemi senza pilota, armamenti di precisione, elettronica, ricerca e sviluppo e produzione di componenti.
Il salone ha quindi riunito due dimensioni complementari: da una parte la presentazione di tecnologie e capacità operative, dall’altra gli accordi destinati a sviluppare nuove filiere produttive e partnership internazionali. I contratti annunciati per le munizioni guidate, i progetti sui sistemi autonomi e gli investimenti nella componentistica offrono una fotografia concreta dei diversi segmenti in cui si muove oggi l’industria aerospaziale e della difesa.
La chiusura della manifestazione, prevista per il 10 ottobre, segna la conclusione di quattro giornate di esposizioni, incontri professionali e annunci industriali. Per valutare l’effettiva portata commerciale del salone sarà ora necessario distinguere gli ordini formalizzati dai protocolli preliminari e seguire l’attuazione degli investimenti e dei programmi presentati.
