(AGENPARL) - Roma, 25 Settembre 2026 - sono invisibili
Ogni anno leggiamo la stessa velina: '25 milioni non pagano l'Irpef', ma
bisogna guardare bene i dati. Il 47% del Paese dichiara meno di 20 mila
euro lordi. Il 70% sta sotto i 29 mila ma non perché non paghi le tasse,
perché non ha i soldi per vivere. Paga il 5% dell'Irpef perché ha salari da
fame. Questa è la foto del disastro salariale italiano, non del
parassitismo. L'altra metà della foto non si può vedere, perché sono
esclusi i redditi da capitale tassati con regimi di favore e quelli in flat
tax. In questi dati ci sono solo dipendenti e pensionati. L'84% del reddito
dichiarato viene da chi non può evadere un euro perché glielo trattiene il
sostituto d'imposta.
Lo dichiara il Vicecapogruppo di AVS alla Camera, Marco Grimaldi.
I ricchi veri non ci sono – prosegue il deputato rossoverde – sono in
cedolare secca, al 26% su rendite e dividendi, in flat tax al 15%,
all'estero. Vivono di stock option ed elusione fiscale. Di patrimoni non
tassati, paradisi fiscali e doppio passaporto per loro e i loro affari.
Globalismo e Made in Italy solo per sfruttare meglio il nostro Paese, parco
giochi dei ricchi. I 58 mila che dichiarano oltre 300 mila euro, lo 0,1%,
pagano da soli più Irpef di 27 milioni di persone messe insieme. Non perché
siano tartassati – ricordiamoci che sopra i 50.000 euro abbiamo oggi una
sostanziale flat tax – ma perché gli altri ricchi sono scomparsi dalla
dichiarazione. Sono 90 miliardi di evasione totale l'anno, conclude Grimaldi