(AGENPARL) - Roma, 12 Settembre 2026 - TRIVELLE. GOVERNO SUBALTERNO ALLE LOBBY DEL FOSSILE"
"Il gasolio self arriva a 2,208 euro al litro e la benzina a 2,10. Mentre
famiglie e lavoratori pagano il conto della nuova impennata dei carburanti,
il Governo Meloni sceglie di accelerare autorizzazioni ed estrazioni di
petrolio e gas. È la fotografia di una politica energetica subalterna agli
interessi del fossile".
Lo dichiara Giovanni Barbera, membro della Direzione nazionale del Partito
della Rifondazione Comunista.
"Il Governo continua a tamponare l'emergenza con tagli temporanei delle
accise, ma non costruisce una strategia capace di ridurre strutturalmente
la dipendenza da petrolio e gas. Anzi, con il nuovo decreto imbocca la
direzione opposta, facilitando nuovi progetti di ricerca ed estrazione".
"È una scelta miope. L'Italia non possiede riserve di idrocarburi tali da
poter conquistare l'indipendenza energetica aumentando le trivellazioni.
Più pozzi non ci metteranno al riparo dalle crisi internazionali e dalle
oscillazioni dei prezzi: serviranno soprattutto a prolungare un modello
energetico vecchio e a ritardare ancora la transizione verso le
rinnovabili".
"Per le trivelle il Governo trova procedure accelerate, strumenti
straordinari e urgenza. Per rinnovabili, accumuli, reti, efficienza
energetica e trasporto pubblico continuiamo invece ad accumulare ritardi. È
questa la vera scelta politica: difendere interessi consolidati nel fossile
invece di investire sul futuro energetico del Paese".
"Tutto ciò mentre sarebbe necessario un grande piano pubblico per le
energie rinnovabili, l'efficienza energetica, le reti e il trasporto
collettivo, accompagnato da misure finalizzate alla tassazione degli
extraprofitti della filiera energetica e alla tutela di lavoratori e
famiglie dagli aumenti".