(AGENPARL) - Roma, 11 Settembre 2026 - "La relazione del sindaco avrebbe dovuto aprire un confronto serio su
quattro anni di governo della città. La maggioranza, con la Presidenza del
Consiglio comunale, ha invece deciso di ridurre il dibattito a cinque
minuti per ciascun gruppo consiliare. Per questo abbiamo abbandonato i
lavori.
Soltanto due giorni fa i consiglieri di maggioranza hanno lasciato Lagalla
solo in Aula, facendo saltare la seduta. Oggi, forse per farsi perdonare
quella figuraccia, sono tornati per garantirgli i numeri e risparmiargli le
critiche. Un modo piuttosto singolare di intendere il confronto
democratico: prima si ricompatta la maggioranza, poi si mette il bavaglio
all'opposizione.
Eppure sarebbe stato necessario discutere a lungo. La stessa relazione
descrive un sistema delle società partecipate attraversato da gravi
criticità economiche, finanziarie e gestionali, che mettono a rischio il
Piano di riequilibrio e i conti del Comune. Aziende in difficoltà
significano servizi essenziali carenti e una qualità della vita sempre più
bassa per le cittadine e i cittadini di Palermo.
È il fallimento più evidente dell'amministrazione Lagalla. In quattro anni
la TARI è aumentata complessivamente di circa 29 milioni di euro e i
palermitani pagano molto di più, ma continuano a vivere in una città sporca
e a ricevere servizi insufficienti.
Nei prossimi giorni Lagalla dovrà nominare i nuovi consigli di
amministrazione delle società partecipate. Potrebbe scegliere persone
competenti e autonome, capaci di risanare le aziende e tutelare i conti
pubblici. Per farlo, però, servirebbe quell'autonomia politica che il
sindaco non ha mai dimostrato di avere. Il rischio è che prevalgano ancora
una volta gli appetiti dei partiti e la necessità di tenere insieme una
maggioranza divisa.
C'è una domanda che avremmo voluto fare a Lagalla: quale prezzo politico è
stato necessario pagare per riportare oggi in Aula una maggioranza che
appena due giorni fa lo aveva abbandonato? Le prossime nomine nelle
partecipate e negli altri organismi di sottogoverno potrebbero fornire
rapidamente la risposta.
Mentre le criticità aumentano, con intere zone della città troppo spesso al
buio, i lavori per le piste ciclabili interrotti e la sporcizia che
alimenta la presenza di gabbiani e topi, colpisce la crescente insofferenza
del sindaco verso chi denuncia ciò che non funziona.
Lagalla non ha mai ascoltato davvero le opposizioni e la sua maggioranza
oggi ha provato persino a limitarne la voce. In Aula ha rivolto una critica
neppure troppo velata anche ai giornalisti che in questi mesi hanno
raccontato le carenze dell'azione amministrativa. Invece di rispondere nel
merito, il sindaco se la prende con chi pone le domande e racconta i fatti.
Un sindaco allergico alle critiche non può governare bene, perché se non
riconosce gli errori non può correggerli. Una democrazia solida non teme le
domande, non limita le voci del dissenso e non attacca chi racconta ciò che
non funziona.
Palermo aveva e continua ad avere bisogno di amministratori capaci di
ascoltare, correggere gli errori e assumersi le proprie responsabilità. Non
di baroni che hanno fatto del manuale Cencelli il proprio libro mastro e
rifiutano sistematicamente un confronto vero sulle proprie scelte e sulle
conseguenze che queste producono sulla città".
Arcoleo, Di Gangi, Piccione e Teresi, del Movimento 5 Stelle, Randazzo,
Amella e Giuseppe Miceli, di AVS, Giambrone e Mangano, di Oso –
Controcorrente, Argiroffi e Forello, di Progetto Civico Italia, Carmelo
Miceli, del Gruppo Misto, Giaconia, e Franco Miceli.
![[Comune Palermo] Consiglio comunale. Relazione sindaco. Dichiarazione gruppi di opposizione](https://agenparl.eu/wp-content/uploads/2026/04/Comune-di-Palermo-@ComunePalermo-.png)