(AGENPARL) - Roma, 1 Settembre 2026 - NEW YORK – Il Segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha accolto con favore la firma dell’accordo raggiunto domenica nell’ambito del mini-incontro sulla Libia, invitando tutte le istituzioni e gli attori libici coinvolti a collaborare in buona fede per garantirne l’attuazione.
L’intesa affronta due questioni centrali della tabella di marcia politica promossa dalla Missione di Supporto delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL): la ristrutturazione dell’Alta Commissione Elettorale Nazionale e il superamento delle controversie ancora esistenti nel quadro giuridico destinato a disciplinare le future elezioni presidenziali e legislative.
Per le Nazioni Unite, l’accordo costituisce un passaggio significativo nel difficile percorso destinato a riportare la Libia alle urne e a porre fine alla prolungata fase di transizione istituzionale.
Guterres: un importante passo avanti per la Libia
La posizione del Segretario generale è stata illustrata dal suo portavoce, Stéphane Dujarric, secondo il quale l’intesa rappresenta «un importante passo avanti» verso lo svolgimento delle elezioni nazionali e la conclusione della transizione.
Il giudizio delle Nazioni Unite attribuisce quindi all’accordo un valore che va oltre il compromesso raggiunto tra i partecipanti al dialogo. La sua importanza risiede soprattutto nella possibilità di intervenire su alcuni dei nodi che da tempo impediscono di costruire un percorso elettorale condiviso e concretamente attuabile.
L’obiettivo rimane quello di creare le condizioni politiche, istituzionali e giuridiche necessarie affinché i cittadini possano scegliere attraverso le urne le future autorità del Paese.
Due questioni decisive: Commissione elettorale e quadro giuridico
L’accordo interviene sulle prime due componenti della tabella di marcia sostenuta dall’UNSMIL.
La prima riguarda la ristrutturazione dell’Alta Commissione Elettorale Nazionale, istituzione fondamentale per l’organizzazione e la gestione delle consultazioni.
La seconda concerne invece le questioni controverse del quadro giuridico delle elezioni presidenziali e parlamentari.
Si tratta di due dossier strettamente collegati. Un organismo elettorale riconosciuto e un quadro normativo sufficientemente condiviso costituiscono infatti condizioni indispensabili per organizzare elezioni credibili e ridurre il rischio di nuove contestazioni politiche o giuridiche.
L’appello agli attori libici: attuare l’accordo in buona fede
Guterres ha rivolto un appello diretto a tutte le parti e alle istituzioni libiche competenti affinché si impegnino concretamente nella fase successiva.
Il Segretario generale ha chiesto agli attori coinvolti di procedere in buona fede nell’attuazione dell’accordo, trasformando il risultato negoziale in decisioni effettive.
È proprio questo il passaggio più delicato. La storia recente della transizione libica è stata caratterizzata da numerose intese che hanno incontrato difficoltà nel momento della loro applicazione. Per le Nazioni Unite, il successo del nuovo percorso dipenderà quindi dalla capacità delle parti di rispettare gli impegni assunti e mantenere aperto il dialogo.
Il dialogo come alternativa allo stallo
Nel messaggio di Guterres emerge anche un principio politico più ampio: l’accordo dovrebbe dimostrare che, nonostante le profonde divergenze esistenti, il negoziato può ancora produrre risultati concreti.
Il Segretario generale ha sottolineato proprio la possibilità di ottenere progressi positivi attraverso il dialogo, invitando implicitamente le diverse componenti libiche a privilegiare il compromesso rispetto alla perpetuazione dello scontro istituzionale.
La capacità di costruire un consenso sulle regole elettorali potrebbe rappresentare un precedente importante anche per affrontare gli altri dossier ancora irrisolti.
Elezioni per concludere la transizione
La prospettiva indicata dalle Nazioni Unite resta quella di arrivare a elezioni nazionali capaci di rinnovare la legittimità delle istituzioni.
Il prolungamento della fase transitoria e la frammentazione dei centri decisionali hanno rappresentato per anni uno dei principali fattori di instabilità politica della Libia. Superare questa condizione significa creare un sistema nel quale la legittimità delle autorità derivi nuovamente dalla scelta degli elettori.
L’accordo del mini-dialogo non risolve da solo le numerose questioni ancora aperte, ma interviene su due degli ostacoli fondamentali che hanno condizionato il percorso verso il voto.
Dalla firma alla prova dei fatti
La firma rappresenta dunque l’inizio di una nuova fase, non la sua conclusione.
La vera prova sarà verificare se Camera dei Rappresentanti, Alto Consiglio di Stato, istituzioni elettorali e altri protagonisti del processo riusciranno a trasformare quanto concordato in misure operative, giuridicamente solide e politicamente condivise.
L’appello di Guterres concentra l’attenzione proprio su questa responsabilità: utilizzare il consenso raggiunto per creare una dinamica capace di produrre ulteriori progressi.
Per le Nazioni Unite, il messaggio è chiaro: il compromesso raggiunto dimostra che il dialogo può funzionare. Ora spetta agli attori libici dimostrare che può anche tradursi in risultati, aprendo finalmente la strada alle elezioni nazionali e alla conclusione della lunga transizione politica della Libia.
