(AGENPARL) - Roma, 1 Settembre 2026 - Bruxelles, 1 settembre 2026 – Profondo sconcerto e indignazione per la scarcerazione dell'uomo accusato a Torino di violenza sessuale nei confronti di una ragazzina di appena 13 anni vengono espressi da Letizia Moratti, europarlamentare del PPE e presidente della Consulta nazionale di Forza Italia.
Secondo quanto riportato dalla stampa, l'uomo, titolare di un minimarket, sarebbe accusato di due episodi di violenza sessuale, uno ai danni della tredicenne e un altro nei confronti di una donna. Arrestato in poche ore grazie anche alle immagini delle telecamere del suo esercizio commerciale, sarebbe stato scarcerato dopo due notti nonostante la richiesta di custodia in carcere avanzata dal pubblico ministero. Tra gli elementi considerati nel provvedimento figurerebbe anche la resipiscenza manifestata dall'indagato.
«Se i fatti e le motivazioni riportati saranno confermati, siamo di fronte a una decisione che lascia sconcertati. Una ragazzina di tredici anni subisce, secondo l'accusa, una violenza terribile, le Forze dell'Ordine individuano rapidamente il presunto responsabile, la Procura chiede il carcere e dopo appena due notti quell'uomo torna libero. Il rispetto per l'autonomia della magistratura e per la presunzione di innocenza non impedisce di chiedere come una decisione simile possa essere compresa dalla vittima, dalla sua famiglia e dai cittadini», sottolinea Moratti.
L'europarlamentare del PPE considera quindi positiva la decisione del ministro della Giustizia Carlo Nordio di disporre l'invio degli ispettori a Torino, affinché siano acquisiti tutti gli elementi necessari per fare piena chiarezza su quanto accaduto.
Per Moratti, la vicenda pone anche una questione più generale di credibilità delle istituzioni nella lotta alla violenza contro le donne. Denunciare una violenza richiede infatti un enorme coraggio, soprattutto quando la vittima è una minorenne, e a quel coraggio deve corrispondere una risposta dello Stato capace di assicurare tutela e sicurezza.
«Non possiamo chiedere alle donne e alle ragazze di denunciare, di fidarsi delle istituzioni e di non avere paura, se poi non siamo in grado di garantire loro protezione. Lo Stato deve stare senza esitazioni dalla parte delle vittime. Bene quindi l'invio degli ispettori deciso dal ministro Nordio: occorre fare piena e rapida chiarezza. Lo dobbiamo prima di tutto a quella ragazzina e alla sua famiglia», conclude Moratti.
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