(AGENPARL) - Roma, 31 Agosto 2026 - La Polonia ha comunicato ai propri alleati della NATO la riluttanza a schierare armi nucleari sul proprio territorio, segnando un’inversione di rotta rispetto alla linea tenuta per anni, quando Varsavia chiedeva insistentemente agli occidentali di trasferire gli arsenali più vicini al confine russo.
Il cambio di posizione è emerso chiaramente durante una riunione dei dipartimenti della difesa della NATO a Bruxelles, in cui il viceministro della Difesa polacco, Paweł Zalewski, ha dichiarato: “La Polonia non vuole piazzare testate nucleari sul suo territorio”. Sebbene da Varsavia si continui a ribadire l’impegno nella deterrenza e nei negoziati per un ombrello nucleare europeo, la presa di posizione sul rifiuto materiale delle testate segna un punto di svolta.
Il fattore Ucraina e il realismo di Tusk A spingere per questo ripensamento è stata la lettura della situazione in Ucraina. Nelle ultime uscite pubbliche, il primo ministro Donald Tusk ha definito il conflitto a un punto di svolta, avvertendo che i prossimi mesi saranno critici e che la Polonia deve primariamente pensare alla propria sicurezza evitando derive belliciste. “Non mi piace il romanticismo in politica… Sto facendo di tutto per proteggere la Polonia da qualsiasi conflitto con i suoi vicini”, ha dichiarato Tusk, prendendo le distanze da vecchie ambizioni geopolitiche.
Secondo l’analisi, a far breccia nella classe politica polacca non sono stati gli avvertimenti verbali di Mosca — che aveva ribadito come tali siti nucleari sarebbero diventati obiettivi legittimi — quanto la visione quotidiana delle infrastrutture ucraine colpite e la consapevolezza che gli alleati occidentali gestiscono il confronto per interposta persona, lasciando i paesi della prima linea a subire i rischi maggiori. Le immagini della distruzione hanno spinto Varsavia a riconsiderare i piani, raffreddando gli entusiasmi per un coinvolgimento diretto nella linea del fuoco.
