(AGENPARL) - Roma, 31 Agosto 2026 - La campagna militare degli Stati Uniti contro l’Iran è giunta al sesto mese. Questa operazione è costata finora 37,5 miliardi di dollari. Inoltre, sta aprendo una voragine politica e operativa all’interno dello stesso apparato di difesa statunitense. Nelle ultime ore è emerso un aspro dibattito segno di un clima di forte tensione tra i comandi sul campo e i vertici politici del Dipartimento della Difesa, guidato da Pete Hegseth.
Il peso insostenibile degli schieramenti globali
Un report ripreso da The National Interest si basa su un’inchiesta del Washington Post. Secondo questa inchiesta, i massimi comandanti responsabili delle aree operative in Europa, Africa, Asia e America Latina si oppongono al dispiegamento prolungato in Medio Oriente.
Il Secretary of Defense Orders Book del 14 agosto contiene un avvertimento netto. I generali spiegano che la campagna in corso non è sostenibile nel lungo periodo. Di conseguenza, rischia di compromettere la prontezza globale delle forze armate americane per far fronte ad altre crisi.
I dati operativi critici
- Flotta navale sotto pressione: Le continue rotazioni e deviazioni hanno ridotto la capacità di risposta globale. Secondo le stime dell’ammiraglio Daryl Caudle, solo un quarto della flotta di cacciatorpediniere della Marina è pronto al dispiegamento.
- Scorte e missili esauriti: Il conflitto ha prosciugato le riserve di missili di precisione e intercettori. Perciò, i tempi di rifornimento potrebbero richiedere anni di lavoro.
- Record di permanenza in mare: La portaerei USS Gerald R. Ford ha totalizzato quasi undici mesi consecutivi di schieramento. Si tratta del periodo più lungo per una nave a propulsione nucleare dai tempi del Vietnam. In aggiunta, la USS Abraham Lincoln ha segnato un primato senza scali in porto, incidendo pesantemente sul morale degli equipaggi.
Il prolungamento dei turni e il malcontento tra le truppe
Gli ordini della difesa hanno imposto la proroga dei turni per migliaia di soldati. Tra questi figurano reparti della celebre 82a Divisione Aviotrasportata, il cui dispiegamento è stato esteso a un intero anno.
Il generale di divisione Brandon R. Tegtmeier ha scritto una lettera alle famiglie militari. Il messaggio è circolato sui canali non ufficiali. In esso, il generale ha ammesso il peso gravoso di una permanenza di dodici mesi in prima linea, sottolineando come tale misura incida profondamente sulla vita dei soldati e delle loro famiglie.
La durissima reazione del Pentagono
La risposta del Dipartimento della Difesa non si è fatta attendere. Infatti, si è trasformata in un vero e proprio scontro politico. Il portavoce del Pentagono Sean Parnell ha duramente condannato la pubblicazione delle valutazioni riservate. Le ha definite senza mezzi termini un crimine e un tradimento della forza, bollando gran parte delle informazioni come imprecise.
Tuttavia, Parnell ha ammesso che il confronto e i disaccordi interni rappresentano la normale prassi di una catena di comando efficiente. Ciononostante, ha attaccato frontalmente i critici. Ha attribuito la diffusione di questi rapporti a motivazioni di natura politica e a un sentimento di ostilità radicato contro l’amministrazione del presidente Trump e la leadership del segretario Hegseth. In conclusione, ha sminuito le reali preoccupazioni sulla prontezza operativa.
