(AGENPARL) - Roma, 29 Agosto 2026 - Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha corretto e ridimensionato le proprie affermazioni in merito a una vasta campagna di spionaggio informatico attribuita a hacker legati a Pechino. Sebbene diverse agenzie federali e istituzioni strategiche siano state effettivamente prese di mira da un gruppo di hacker noto come QTFY – ritenuto sponsorizzato dal governo cinese –, gli accertamenti giudiziari hanno confermato che non tutte le intrusioni sono andate a segno.
La rettifica del Dipartimento di Giustizia e gli obiettivi sensibili
La dichiarazione aggiornata rilasciata dal Dipartimento di Giustizia sostituisce una nota precedente del 26 agosto, che aveva genericamente etichettato tutte le organizzazioni coinvolte come vittime di una violazione informatica. Secondo quanto emerso dai documenti processuali e da una dettagliata dichiarazione giurata dell’FBI, la distinzione tra semplici tentativi di attacco e intrusioni riuscite è cruciale:
- Il perimetro degli attacchi: La campagna ostile, attiva almeno dal 2018, ha preso di mira obiettivi di altissimo profilo istituzionale e scientifico, tra cui il Senato degli Stati Uniti, la Federal Reserve, la NASA, il Dipartimento dell’Energia, il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani, e i National Institutes of Health.
- Le difese efficaci: Non tutti i tentativi si sono tradotti in una breccia informatica. Ad esempio, l’offensiva diretta contro la NASA è fallita grazie a un aggiornamento software tempestivo che ha bloccato l’accesso dei malintenzionati.
Le violazioni confermate e i dati sottratti
Gli investigatori federali hanno circoscritto le intrusioni informatiche andate a buon fine ad alcune strutture chiave, avvenute in particolare nel settembre del 2024. Tra queste figurano tre laboratori nazionali del Dipartimento dell’Energia, un’agenzia affiliata al Dipartimento della Salute e un produttore statunitense di apparecchiature per la sicurezza.
Inoltre, un avviso congiunto diramato dall’FBI, dalla National Security Agency (NSA) e dal Cyber Command ha evidenziato che il gruppo QTFY è riuscito a sottrarre dati sensibili da appaltatori della difesa, università e istituzioni finanziarie già nel maggio 2024, registrando persino un tentativo di intrusione fallito ai danni di una struttura ospedaliera nel marzo del 2026.
Nonostante la correzione tecnica restringa il campo delle violazioni effettive, Washington ribadisce la gravità delle accuse nei confronti della Cina per una prolungata campagna di spionaggio mirata a infrastrutture critiche e dati sensibili. Da parte sua, Pechino ha sempre respinto con fermezza ogni accusa di cyberattacco, definendola un pretesto per screditare il Paese.
