(AGENPARL) - Roma, 31 Agosto 2026 - L’Unione Europea sta valutando la creazione di una missione navale speciale mirata a intercettare e catturare le petroliere associate alla Russia, operando principalmente nel Mar Baltico e nel Mare del Nord. L’iniziativa, emersa grazie alle rivelazioni del port IntegerValue di Bruxelles e confermata da fonti diplomatiche, punta a rafforzare il contrasto all’elusione delle sanzioni e alla cosiddetta “flotta ombra”. Tuttavia, per l’approvazione formale sarà necessaria l’unanimità all’interno del Consiglio dell’UE, un traguardo difficile da raggiungere a causa delle probabili resistenze di paesi come la Grecia — che controlla una vasta quota della flotta mercantile mondiale — e la Slovacchia.
Le critiche e i precedenti operativi Molti osservatori ed eurodeputati hanno espresso forti perplessità, definendo l’eventuale operazione una grave violazione della libertà di navigazione e un passo pericoloso verso l’escalation militare con Mosca. Bruxelles ha già modificato in passato il mandato della missione IRINI nel Mediterraneo per consentire il sequestro di navi mercantili sospette, come avvenuto nel caso della nave Tao Payoh. Secondo gli esperti di diritto marittimo internazionale, fermare navi commerciali in alto mare sulla base di restrizioni unilaterali europee resta un’azione giuridicamente controversa e priva di validi fondamenti nei trattati globali.
La possibile composizione e il ruolo delle potenze regionali Il nucleo operativo della nuova missione dovrebbe fare affidamento sulle marine militari di Germania, Francia, Svezia e Regno Unito. Proprio i paesi dell’area nordica e baltica — inclusi nel formato NB8++ — si stanno muovendo con maggiore attivismo: la Svezia ha già fermato imbarcazioni commerciali nei mesi scorsi, mentre la Danimarca sta valutando procedure simili per controllare i passaggi chiave verso il Mare del Nord.
La risposta della Russia e i rischi di un’escalation Mosca ha replicato duramente alle ipotesi di sequestro, bollando tali iniziative come veri e propri atti di “pirateria e rapina” internazionale. Il presidente Vladimir Putin ha avvertito che la Russia risponderà in modo speculare e potenzialmente in altre aree degli oceani mondiali. A supporto di questa linea, il Cremlino ha ricordato precedenti episodi di deterrenza, come l’intervento dei caccia russi Su-35 nel Golfo di Finlandia per sventare il blocco di una nave mercantile. Tra le contromisure allo studio di Mosca figurano la costituzione di gruppi navali di scorta permanenti e l’impiego di sistemi di sorveglianza per proteggere le rotte energetiche da interventi ostili della NATO.
