(AGENPARL) - Roma, 22 Agosto 2026 - popoli della Turchia"*
Il comunicato diffuso l'11 agosto dalla EU Turkey Civic Commission (EUTCC)
richiama l'attenzione su un passaggio importante del processo di pace dopo
l'approvazione da parte del Parlamento turco della nuova legge sul
rafforzamento della solidarietà nazionale e dell'integrazione sociale.
È un passo avanti, ma la pace non può fermarsi alla fine delle armi. La
questione curda non si risolve senza il riconoscimento dei diritti
politici, culturali e sociali del popolo curdo e senza una reale
democratizzazione della Turchia: libertà politica e di espressione,
rispetto della rappresentanza democratica, Stato di diritto e fine della
repressione del dissenso.
La nota diffusa nello stesso giorno dal DEM Parti conferma questa
valutazione: la legge costituisce un primo passaggio giuridico importante,
ma non rappresenta la soluzione definitiva della questione curda. È
positivo che il processo venga sottratto alla sola gestione securitaria e
riportato sul terreno politico e parlamentare; ora questo passaggio deve
tradursi in diritti e democrazia reali.
Resta intollerabile la condizione detentiva di Abdullah Öcalan. Non è
possibile riconoscergli un ruolo centrale nel processo di pace e
contemporaneamente mantenerlo in condizioni che gli impediscono di
comunicare liberamente e di partecipare pienamente al processo. Anche il
DEM Parti indica la sua condizione tra i nodi ancora irrisolti.
Rifondazione Comunista chiede la liberazione di Abdullah Öcalan. Siamo da
sempre al fianco della lotta del popolo curdo per l'autodeterminazione, la
libertà e il riconoscimento dei propri diritti. Ma la questione curda
riguarda anche il futuro democratico dell'intera Turchia: la libertà dei
curdi, delle opposizioni, delle donne, dei lavoratori e delle lavoratrici e
di tutte le forze democratiche appartiene alla stessa battaglia.
Il processo aperto è un'occasione storica e non può essere lasciato a metà.
Alla fine della lotta armata devono corrispondere atti politici altrettanto
coraggiosi da parte delle istituzioni turche. Una pace vera richiede
uguaglianza, diritti, partecipazione democratica e riconoscimento della
dignità del popolo curdo. Una soluzione politica della questione curda
rappresenterebbe inoltre un contributo decisivo alla pace dell'intera
regione.
Anche l'Unione europea deve assumersi le proprie responsabilità. Non può
limitarsi a osservare. Deve utilizzare il proprio peso politico nei
rapporti con Ankara per sostenere il processo di pace, la democratizzazione
della Turchia e il rispetto dei diritti umani. L'EUTCC chiama
esplicitamente l'UE e il Parlamento europeo a svolgere questo ruolo.
Libertà per Abdullah Öcalan.
Diritti e autodeterminazione per il popolo curdo.
Democrazia per tutti i popoli della Turchia.
Pace in tutto il Medio Oriente.
Anna Camposampiero, resp. Esteri Prc-Se
