(AGENPARL) - Roma, 22 Agosto 2026 - (Te), proponiamo manifestazione unitaria" *
La rimozione della storica falce e martello decisa dal sindaco di Montorio
(Te) è un'offesa alla storia delle classi lavoratrici e popolari che furono
le principali protagoniste della lotta contro il fascismo e della
Resistenza che in provincia di Teramo ha scritto pagine gloriose, e nel
dopoguerra di tutte le battaglie per la democrazia e la giustizia sociale.
La falce e martello è stata per decenni il simbolo dei comunisti e dei
socialisti ma soprattutto dell'unità di operai, artigiani e contadini nella
lotta per il proprio riscatto dalla povertà e dallo sfruttamento. Non a
caso quel gigantesco simbolo nel dopoguerra fu realizzato per portarlo in
cima a un colle in occasione del Primo Maggio, festa che durante la
dittatura fascista fu vietata.
Nessuno può credere che la motivazione della rimozione sia la sicurezza.
Altrimenti il sindaco forzitaliota avrebbe annunciato la volontà di
ricollocarla al suo posto e i tempi necessari per farlo.
Questa operazione del sindaco Altitonante è l'ennesimo segnale che questa
destra è fascista e revanscista. Purtroppo il loro anticomunismo è stato
legittimato in passato anche dal centrosinistra per esempio votando la
sciagurata risoluzione al parlamento europeo che equiparava il comunismo al
nazismo.
E' un fatto positivo che ci sia una corale protesta contro questa infamia
che tra l'altro appare in contrasto con il codice dei beni culturali.
Propongo a tutti i partiti, i sindacati e le associazioni democratiche di
concordare una manifestazione unitaria per protestare a Montorio contro
questa vigliaccata e per esigere che la falce e martello ritorni dove è
stata storicamente collocata per decenni per rispetto dei lavoratori che la
realizzarono.
Comunista
