(AGENPARL) - Roma, 22 Agosto 2026 - "I quotidiani di questi giorni sono pieni di testi di intercettazioni e pezzi di ordinanze cautelari, nella loro forma testuale, tra virgolette.
Molte, moltissime di queste pubblicazioni sono vietate dalla legge. Lo sanno tutti, ma chi dovrebbe vigilare se ne infischia.
E il fatto che il protagonista sia il campione del processo mediatico, che sulle intercettazioni ha costruito la propria carriera, non mi trattiene dal rimarcarlo. Perché le garanzie non possono valere a seconda di chi ne beneficia.
Difenderle per tutti, anche per chi le ha calpestate, è doveroso. Troppo facile, e soprattutto troppo comodo, sostenere che «gli sta bene», o restare in silenzio perché non la pensa come noi.
Ricordo bene, del resto, quando venne approvata, su mia proposta, la legge che vietava la pubblicazione testuale delle ordinanze cautelari, il trattamento che mi riservò Report: un suo inviato mi inseguì per strada, mentre Ranucci mi accusò di aver introdotto un «bavaglio».
Ebbene, quelle regole di civiltà, se non fossero sistematicamente violate, servirebbero proprio ad evitare la gogna mediatica ad indagini aperte, come in questo caso.
Troppi in politica sbandierano le garanzie per gli amici e le calpestano per gli avversari. Noi no, le difendiamo anche quando è scomodo e impopolare".
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