(AGENPARL) - Roma, 19 Agosto 2026 - In vista della Giornata mondiale dell'aiuto umanitario, che si celebra il 19 agosto, Kaja Kallas, Alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e Vicepresidente della Commissione europea, e Hadja Lahbib, Commissaria per l'Uguaglianza, la preparazione e la gestione delle crisi, hanno rilasciato la seguente dichiarazione:
"In occasione della Giornata mondiale dell'aiuto umanitario, rendiamo omaggio allo straordinario coraggio degli operatori umanitari che ogni giorno mettono a rischio la propria vita per portare cibo, acqua, riparo e assistenza medica alle persone in condizioni di estremo bisogno. La loro dedizione — spesso in luoghi dai quali il mondo ha distolto lo sguardo — è una delle più potenti espressioni della solidarietà umana.
Il loro coraggio comporta spesso un costo terribile. Gli operatori umanitari continuano a essere vittime di attacchi, rapimenti e uccisioni a un ritmo allarmante. Nel 2026, finora, 82 operatori umanitari sono stati uccisi, 39 rapiti e 97 feriti. Gli attacchi contro il personale umanitario, gli ospedali e i beni di carattere civile non sono incidenti: sono violazioni del diritto internazionale umanitario. E la legge è chiara: la protezione dei civili, compresi gli operatori umanitari, non è facoltativa. L'impunità non fa che alimentare ulteriori atrocità.
La portata delle sofferenze umanitarie nel mondo è oggi sconvolgente. In Sudan, una delle peggiori crisi umanitarie al mondo continua a mietere vittime e a costringere milioni di persone alla fuga, mentre l'accesso umanitario è sistematicamente ostacolato. A Gaza, la distruzione e le sofferenze continuano su scala catastrofica. In Ucraina, la guerra di aggressione della Russia ha generato bisogni umanitari che si ripercuotono ben oltre i confini del Paese, interrompendo le catene di approvvigionamento alimentare e aggravando ulteriormente le crisi che colpiscono le comunità vulnerabili in Africa e in Medio Oriente. Dal Corno d'Africa al Sahel, dall'Afghanistan al Myanmar, le crisi umanitarie continuano a svilupparsi ricevendo un'attenzione internazionale di gran lunga insufficiente.
Le tecnologie emergenti stanno trasformando radicalmente il modo di fare la guerra, creando nuovi rischi per i civili e mettendo ulteriormente alla prova il rispetto del diritto internazionale umanitario.
L'Unione europea è uno dei maggiori donatori umanitari al mondo e siamo determinati a mantenere il nostro impegno. Ma i finanziamenti da soli non bastano. Dobbiamo continuare a portare avanti la nostra diplomazia umanitaria per promuovere un accesso umanitario rapido, sicuro e senza ostacoli, affinché gli operatori umanitari possano raggiungere le persone che hanno bisogno di aiuto.
Ogni operatore umanitario ucciso non è soltanto una tragedia personale, ma rappresenta anche un fallimento della comunità internazionale nell'adempiere ai suoi impegni più fondamentali.
Attraverso il programma di risposta rapida Protect Aid Workers, l'UE fornisce un sostegno immediato agli operatori umanitari locali vittime di attacchi. Questo sostegno è fondamentale: gli operatori umanitari locali rappresentano il 90% delle persone prese di mira, pur non disponendo spesso delle stesse forme di protezione garantite al personale internazionale. Nel 2025, il programma ha fornito assistenza a 782 operatori umanitari in 25 Paesi.
Rendiamo omaggio a ogni operatore umanitario per il suo coraggio e per il loro prezioso lavoro, che salva vite umane. L'aiuto umanitario è espressione della nostra comune umanità. L'UE continuerà a essere un donatore umanitario impegnato finché persisteranno i bisogni."
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