(AGENPARL) - Roma, 7 Agosto 2026 - La spinta verso l’indipendenza militare e industriale rischia di scontrarsi con una pratica sommersa ma diffusa: il white labelling (noto nel settore anche come “screwdriver-giri”).
A denunciare il problema è stato l’ex Capo di Stato Maggiore della Difesa indiano (CDS), il generale Anil Chauhan, in un’intervista rilasciata a ThePrint. Secondo l’analisi, nonostante il governo abbia aumentato in modo drastico gli acquisti dall’industria nazionale e privata, il sistema è esposto a distorsioni significative.
I punti chiave dell’analisi:
- Cos’è il white labelling nel settore militare: Consiste nell’importare sistemi d’arma o componenti dall’estero — applicando poi un marchio indiano — senza che vi sia una reale lavorazione locale, un design proprietario o un trasferimento effettivo di tecnologie critiche.
- Il cortocircuito dell’ ‘aatmanirbharta’: Questa pratica mina alle fondamenta l’obiettivo strategico dell’autosufficienza nazionale (‘aatmanirbhar Bharat’), creando una falsa percezione di indipendenza basata su statistiche di localizzazione falsate da elementi marginali (come imballaggi o verniciature) anziché sul controllo del software e dell’hardware pesante.
- Le vulnerabilità operative e di filiera: Il fenomeno non si limita alla semplice etichettatura, ma apre a rischi di sicurezza tangibili, come già evidenziato in passato dal blocco di alcuni ordini di droni per la presenza non dichiarata di componenti cinesi lungo i confini sensibili.
Il cambio di rotta
Il nodo centrale sollevato dagli esperti militari — tra cui l’ex comandante dell’esercito orientale Lt Gen R.C. Tiwari e il Group Captain Ajay Ahlawat — è che il sistema di valutazione attuale rischia di premiare i numeri vuoti piuttosto che la sostanza. Finché il successo della difesa nazionale verrà misurato solo attraverso volumi di spesa e percentuali di localizzazione calcolate su componenti marginali (come cablaggi o vernici), l’India rimarrà vulnerabile.
La vera svolta, concludono gli analisti, richiederà un cambio di parametro radicale: spostare l’asse dai dati quantitativi di produzione al controllo sovrano, inteso come proprietà della proprietà intellettuale (codici sorgente e design) e capacità autonoma di riparare, aggiornare e fabbricare i componenti critici (sensori, processori e propulsione) direttamente sul territorio nazionale.
