(AGENPARL) - Roma, 3 Agosto 2026 - Nuova operazione nel Mediterraneo centrale per la Marina Militare italiana. Unità della flotta, impegnate come ammiraglia della missione europea EUNAVFOR MED Irini, hanno abbordato una petroliera sospettata di essere legata alla Russia e sottoposta alle sanzioni internazionali.
L’intervento è scattato a ovest dell’isola di Pantelleria.
I dettagli dell’operazione e il nodo della rotta
La nave mercantile coinvolta è la “Toa Payoh”, battente bandiera del Camerun. Stando alle informazioni diffuse, la petroliera era partita lo scorso 16 luglio dal porto di Cotonou, in Benin, e aveva come rotta dichiarata Istanbul, in Turchia.
L’azione dei militari italiani è stata decisa dopo il rifiuto del comandante di cooperare e di fornire i dati richiesti sui carichi e sulla rotta. Un comportamento che ha fatto scattare l’ispezione forzata in acque internazionali.
Che cos’è la “flotta ombra” e perché elude le sanzioni
Il caso della Toa Payoh riaccende i riflettori sul fenomeno della cosiddetta flotta ombra (shadow fleet), utilizzata per aggirare le sanzioni petrolifere imposte alla Russia in seguito al conflitto in Ucraina.
Si tratta solitamente di navi mercantili o petroliere obsolete, acquistate da entità non trasparenti con sede in Paesi terzi (come gli Emirati Arabi Uniti o le Isole Marshall) e registrate sotto bandiere di comodo (come il Gabon o, in questo caso, il Camerun). Una galassia di navigazione opaca che rende complessi i controlli sulla tracciabilità del greggio e sulla sicurezza della navigazione nel Mediterraneo.
