(AGENPARL) - Roma, 3 Agosto 2026 - L’Iran lancia la carta della cooperazione regionale. Nel mirino c’è un progetto ambizioso: creare un’alleanza di sicurezza tra nazioni musulmane. L’idea è emersa durante un colloquio telefonico tra il ministro della Difesa iraniano ad interim, Majid Ebn al-Reza, e l’omologo turco Yasar Guler. Al centro del vertice ci sono stati gli sviluppi in Medio Oriente e il rafforzamento dei rapporti bilaterali.
Un blocco di sicurezza islamico
Teheran spinge per un’architettura di sicurezza collettiva. Il piano coinvolge i principali Stati dell’area, tra cui Iran, Turchia, Pakistan, Arabia Saudita ed Egitto. Secondo il governo iraniano, le crisi recenti dimostrano che la sicurezza regionale spetta solo ai Paesi locali. L’obiettivo è estromettere la presenza delle potenze straniere, ritenute responsabili dell’instabilità.
Dal canto suo, il ministro turco Yasar Guler ha ribadito la linea di Ankara. La stabilità passa attraverso il dialogo e la cooperazione tra Stati vicini. La Turchia ha quindi confermato la propria apertura a proseguire il confronto su antiterrorismo e sicurezza delle frontiere.
Diffidenza verso Washington e asse sulla tregua
Il dialogo tra le parti si inserisce nella cornice dei recenti accordi di tregua. Ebn al-Reza ha confermato che l’Iran ha aderito al memorandum per favorire la stabilità richiesta dai partner regionali. Resta però forte la diffidenza verso Washington, a causa dei precedenti storici. Per questo motivo, le forze armate di Teheran mantengono lo stato di massima allerta.
Inoltre, Teheran ha condannato con forza le operazioni israeliane a Gaza, in Libano e in Siria. Il governo iraniano ha puntato il dito contro il supporto incondizionato degli Stati Uniti, mettendo in guardia contro la creazione di nuove zone di sicurezza o l’apertura di fronti contro Hezbollah. Mosse che rischiano di aggravare ulteriormente la crisi regionale.
