(AGENPARL) - Roma, 2 Agosto 2026 - Entra in vigore una delle riforme istituzionali più importanti degli ultimi decenni. Il Parlamento peruviano torna alla struttura bicamerale con 60 senatori e 130 deputati, nel tentativo di rafforzare la qualità della legislazione, il controllo politico e la rappresentanza democratica.
Dopo oltre trent’anni di Parlamento unicamerale, il Perù è ufficialmente tornato ad avere un Congresso bicamerale, segnando una delle più significative riforme istituzionali della sua storia recente.
Il nuovo assetto legislativo prevede la presenza di 60 senatori e 130 deputati, ciascuno con competenze specifiche e distinte, con l’obiettivo di rendere più efficace il processo legislativo, rafforzare il sistema dei controlli istituzionali e migliorare la rappresentanza politica del Paese.
La riforma segna il ritorno a un modello che aveva caratterizzato la vita politica peruviana per quasi 170 anni, prima della sua abolizione nei primi anni Novanta.
Il ritorno al sistema bicamerale
La nuova organizzazione del Congresso rappresenta il ripristino del modello bicamerale che era stato adottato fin dalla Costituzione del 1823, la prima della Repubblica del Perù.
Questo sistema rimase in vigore fino al 1992, quando il presidente Alberto Fujimori, dopo l’autogolpe del 5 aprile di quell’anno, sciolse il Parlamento e avviò un profondo processo di riforma istituzionale.
Con la successiva Costituzione del 1993, il Paese adottò un Congresso unicamerale, composto da un’unica assemblea legislativa.
Oggi, dopo oltre tre decenni, il Parlamento torna quindi alla struttura con due camere, nella convinzione che essa possa migliorare il funzionamento delle istituzioni democratiche.
Due Camere con funzioni distinte
Il nuovo Congresso sarà composto da:
- 60 senatori, che costituiranno il Senato;
- 130 deputati, che formeranno la Camera dei Deputati.
La riforma attribuisce competenze specifiche e complementari alle due assemblee.
Il nuovo sistema punta infatti a:
- rafforzare la rappresentanza politica;
- garantire un secondo livello di analisi dei progetti di legge;
- migliorare il controllo parlamentare sull’operato del governo;
- elevare la qualità della produzione legislativa;
- favorire un maggiore equilibrio tra i poteri dello Stato.
L’introduzione del doppio esame parlamentare dovrebbe consentire una valutazione più approfondita delle iniziative legislative, riducendo il rischio di approvare norme prive di adeguato confronto politico e tecnico.
Mandato di cinque anni
I membri delle due Camere resteranno in carica per cinque anni, in linea con la durata della legislatura.
Durante il mandato, i parlamentari saranno soggetti alle incompatibilità previste dalla Costituzione peruviana.
In particolare, non potranno:
- ricoprire altri incarichi pubblici;
- esercitare professioni o attività lavorative incompatibili con la funzione parlamentare;
- svolgere altri incarichi salvo le eccezioni previste dalla normativa costituzionale.
L’obiettivo è garantire indipendenza e piena dedizione all’attività legislativa.
Eletti i presidenti delle due Camere
Con l’avvio del nuovo sistema sono stati eletti anche i presidenti delle due assemblee parlamentari.
Il 26 luglio, il Senato ha scelto come proprio presidente Miguel Ángel Torres Morales, esponente del partito Forza Popolare (Fuerza Popular).
La Camera dei Deputati ha invece eletto Óscar de Jesús Reto Otero, appartenente al Partito del Buon Governo, alla guida dell’assemblea.
Le due figure avranno il compito di dirigere i lavori parlamentari e coordinare il funzionamento delle rispettive Camere nel nuovo assetto istituzionale.
Una riforma per rafforzare il processo legislativo
Il ritorno al bicameralismo rappresenta una delle più importanti riforme politiche realizzate negli ultimi decenni in Perù.
I sostenitori del nuovo modello ritengono che la presenza di due Camere consentirà di migliorare il livello del dibattito parlamentare, ridurre gli errori nella produzione normativa e rafforzare il controllo sull’azione del potere esecutivo.
Secondo questa impostazione, il Senato dovrebbe assumere un ruolo maggiormente orientato alla revisione, alla riflessione istituzionale e alla valutazione delle leggi approvate dalla Camera dei Deputati, contribuendo a rendere più equilibrato l’intero sistema legislativo.
Le sfide del nuovo Parlamento
Il ritorno al Congresso bicamerale apre ora una nuova fase per la politica peruviana.
Il nuovo assetto sarà chiamato a dimostrare di poter garantire maggiore efficienza, stabilità istituzionale e qualità legislativa rispetto al modello unicamerale introdotto nel 1993.
La sfida principale sarà quella di coniugare una maggiore capacità di controllo e approfondimento delle leggi con tempi decisionali adeguati, evitando che il doppio passaggio parlamentare rallenti eccessivamente l’attività legislativa.
Dopo oltre trent’anni, il Perù torna così a un modello che ha accompagnato gran parte della sua storia repubblicana e che punta a rafforzare il funzionamento delle istituzioni democratiche in un contesto politico spesso caratterizzato da forte frammentazione e instabilità.