(AGENPARL) - Roma, 1 Agosto 2026 - Nel corso della puntata di venerdì del programma Real Time su HBO, il conduttore Bill Maher è tornato a parlare delle origini della pandemia di COVID-19, accusando l’ex direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), Anthony Fauci, di aver “mentito” al pubblico sulla possibile origine del virus.
Secondo Maher, Fauci avrebbe escluso fin dall’inizio l’ipotesi di una fuga dal laboratorio di Wuhan, sostenendo invece la teoria dell’origine naturale legata ai mercati di animali vivi. Il conduttore ha affermato che documenti e comunicazioni private tra Fauci e altri scienziati dimostrerebbero come, nelle prime fasi della pandemia, vi fossero dubbi anche all’interno della comunità scientifica sulla reale origine del virus.
Maher ha quindi spostato l’attenzione sulla ricerca cosiddetta gain-of-function, una pratica scientifica che consiste nel modificare virus o altri agenti patogeni per studiarne caratteristiche come trasmissibilità e virulenza. Secondo il conduttore, il tema avrebbe meritato un confronto pubblico più aperto e meno influenzato dalla polarizzazione politica.
Nel suo intervento, Maher ha ricordato anche che durante l’amministrazione Obama erano state introdotte restrizioni su alcune ricerche di gain-of-function, sostenendo che il dibattito avrebbe dovuto concentrarsi sui rischi e sui benefici di tali studi anziché trasformarsi in uno scontro ideologico.
Il conduttore ha inoltre criticato il clima che si era creato durante la pandemia, affermando che l’ipotesi della fuga dal laboratorio sarebbe stata rapidamente etichettata come teoria del complotto o posizione razzista, impedendo un confronto sereno sull’argomento.
Allo stesso tempo, Maher ha riconosciuto che la retorica utilizzata dall’allora presidente Donald Trump nei confronti della Cina contribuì ad alimentare episodi di discriminazione e razzismo contro le comunità asiatiche negli Stati Uniti.
Negli ultimi anni, il dibattito sulle origini del COVID-19 è rimasto aperto. Diverse agenzie governative statunitensi hanno espresso valutazioni differenti sull’ipotesi dell’origine naturale o di una possibile fuga accidentale da un laboratorio, mentre finora non è emersa una conclusione definitiva condivisa dalla comunità scientifica internazionale.