(AGENPARL) - Roma, 31 Luglio 2026 - Stati Uniti e Israele starebbero valutando la possibilità di imporre un blocco terrestre contro l’Iran per esercitare una forte pressione economica sul Paese. È quanto riportato dal quotidiano The Daily Telegraph, che cita fonti israeliane di alto livello.
I dettagli del piano e la pressione sui confini
Il piano richiederebbe a Washington e Tel Aviv di fare pressione sui Paesi confinanti con l’Iran affinché chiudano i valichi di frontiera o stringano i controlli sui transiti, bloccando di fatto i flussi commerciali con Teheran.
Tuttavia, l’attuazione presenta non poche difficoltà geopolitiche. Secondo il quotidiano britannico, il Pakistan e l’Iraq — non essendo stretti alleati di Washington nella regione — potrebbero rappresentare un “anello debole” della strategia. Al contempo, gli altri Stati confinanti (Azerbaigian, Armenia, Afghanistan, Turkmenistan e Turchia) rischierebbero di subire ritorsioni da parte iraniana, incluse azioni militari, qualora dovessero accettare di aderire al piano israelo-statunitense.
Il cambio di strategia dell’amministrazione Trump
L’ipotesi di un blocco terrestre si fa strada poiché la precedente strategia militare incentrata sull’apertura dello Stretto di Hormuz avrebbe esaurito la sua spinta. Un funzionario della Casa Bianca ha ricordato che il presidente statunitense “ha tutte le opzioni a sua disposizione”.
Il quadro si inserisce in un’escalation più ampia: dopo l’avvio delle ostilità tra Stati Uniti, Israele e Iran lo scorso 28 febbraio e la firma di un memorandum a giugno per il cessate il fuoco, Washington ha ripreso i raid contro Teheran all’alba dell’8 luglio, accusandola di aver violato i termini degli accordi, in particolare quelli relativi allo Stretto di Hormuz
