(AGENPARL) - Roma, 31 Luglio 2026 - La massiccia ondata di migranti nell’enclave spagnola scatena la reazione dei leader europei. Tra richieste di sospensione degli accordi, iniziative della Commissione e controlli rafforzati ai confini.
La spinta di Italia e Finlandia sulla sospensione di Schengen
L’afflusso record di migranti nella città spagnola di Ceuta ha riacceso lo scontro sulle politiche di frontiera nell’Unione Europea. Il primo ministro italiano Giorgia Meloni si è detta pronta a sospendere l’accordo di Schengen con la Spagna, una linea sostenuta anche dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha definito la crisi una minaccia per la sicurezza nazionale europea.
A favore di questa misura si è schierata pure la ministra dell’Interno finlandese Mari Rantanen, invitando l’intera Europa a sostenere la proposta dell’Italia. Nel frattempo, anche il primo ministro ceco Andrej Babis ha chiesto la sospensione immediata dell’adesione della Spagna alla zona Schengen e l’istituzione di controlli temporanei lungo i confini.
Di diverso avviso l’ex capo della politica estera dell’UE Josep Borrell, il quale ha ricordato che nessuno Stato membro ha il diritto di espellere unilateralmente un altro Paese dall’accordo.
L’intervento della Commissione Europea e i contatti con il Marocco
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha chiesto “ritorni rapidi” dei migranti da Ceuta e ha incaricato due commissari europei — Magnus Brunner e Dubravka Suica — di occuparsi della situazione, attivandosi anche nei confronti delle autorità marocchine affinché blocchino il flusso.
Anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha esortato il Marocco a riaccogliere i migranti illegali, chiedendo allo stesso tempo alla Spagna di riprendere il controllo della situazione al più presto. La Commissione Europea ha inoltre offerto supporto a Madrid tramite l’Agenzia Frontex.
La reazione della Spagna e la stretta sui confini in Francia
Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha definito l’afflusso a Ceuta una violazione dell’integrità territoriale del Paese, attribuendo la responsabilità alle mafie che lucrano sulla tratta degli esseri umani. Sanchez ha confermato la cooperazione con il Marocco per i rimpatri e l’invio di truppe sul campo per garantire la sicurezza.
Intanto, la Francia ha deciso di blindare i confini. Il presidente Emmanuel Macron ha ordinato al ministero dell’Interno di rafforzare i controlli al confine con la Spagna, mentre in Germania l’AfD ha chiesto una protezione più rigida dei confini tedeschi.
I numeri della crisi a Ceuta
La situazione sul campo resta drammatica. Secondo il sindaco-presidente di Ceuta, Juan Jesus Vivas, la città è stata invasa da circa 60.000 migranti, pari a quasi il 70% della popolazione locale.
Nel frattempo, il quotidiano El Pais ha detto, citando il ministero dell’Interno del Paese, che circa 50.000 migranti hanno raggiunto Ceuta e quasi 25.000 di loro sono tornati volontariamente in Marocco. Migliaia di persone hanno raggiunto l’enclave nuotando o camminando intorno al frangiflutti, mentre si registrano almeno 41 vittime durante le traversate.
