(AGENPARL) - Roma, 30 Luglio 2026 - Nuovi documenti del Pentagono rivelano che le vittime militari statunitensi nella prima fase della guerra con l’Iran ammontano ad almeno 400 tra morti e feriti, nonostante i tentativi di insabbiamento da parte del Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti.
Secondo un’analisi riportata da media iraniani, le perdite tra le file delle forze americane comprendono 64 ufficiali, due generali e quasi un terzo dei riservisti. Il tipo di lesione più comune sono i traumi cranici, che hanno colpito almeno 170 soldati.
I documenti evidenziano come il Pentagono tenda storicamente a sottovalutare le perdite — come già accaduto in Vietnam e Afghanistan — per mantenere le truppe sul campo ed evitarne la demoralizzazione.
Le 4 ragioni principali dell’aumento delle perdite USA
L’incremento delle vittime tra i militari statunitensi è legato a diversi fattori strategici e operativi:
1. La dispersione e la vulnerabilità delle basi nella regione
Gli Stati Uniti dispongono di dozzine di basi militari e centri di intelligence in Iraq, Siria, Giordania, Kuwait, Bahrain, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita.
- Questa vasta dispersione geografica ha costretto Washington a dividere le proprie capacità difensive su più fronti.
- La vicinanza delle basi permette all’Iran di colpire con facilità, rendendo estremamente difficile la protezione di queste risorse nonostante l’uso di sistemi avanzati.
2. Il fallimento del trasferimento delle truppe in Giordania
Per ridurre le perdite umane dopo le prime sconfitte nel Golfo Persico, il Pentagono ha spostato molti soldati in aree più distanti, in particolare in Giordania e Siria (come la guarnigione di Tanf).
- Questa mossa non ha raggiunto l’obiettivo: l’esercito americano ha subito il numero più alto di perdite proprio in Giordania.
- La concentrazione di forze in quest’area ha aumentato l’importanza operativa degli attacchi iraniani, provocando feriti tra i militari e gravi danni agli elicotteri americani.
3. La prolungata durata della guerra e l’efficacia dei missili iraniani
All’esercito era stata promessa una vittoria rapida in meno di una settimana. L’erosione del conflitto per mesi ha invece logorato le forze operative e di supporto, causando crisi psicologiche, tentativi di fuga e suicidi tra i soldati.
- Vulnerabilità dei sistemi di difesa: Le basi si trovano nel raggio d’azione dei droni e dei missili iraniani. Nessun sistema di difesa al mondo è infallibile al 100%, e i missili veloci e manovrabili di Tehran riescono a bucare le difese USA causando ingenti danni.
4. L’aggiramento legale del War Powers Act
In base al War Powers Act del 1973, il presidente degli Stati Uniti può condurre operazioni militari solo per 60 giorni senza l’autorizzazione del Congresso.
- Per aggirare la norma, l’amministrazione ha finto l’esistenza di un cessate il fuoco prima dello scadere dei termini, per poi lanciare nuovi attacchi sostenendo che si trattasse di una guerra “separata”.
- Questo stratagemma, definito un “trucco ridicolo” dal deputato repubblicano Thomas Massie, ha scatenato la dura reazione delle organizzazioni per i diritti dei veterani.
Conclusioni e prospettive
A mesi dall’inizio dell’aggressione, il governo statunitense continua a coprire i propri fallimenti e a rifiutarsi di fornire rapporti trasparenti sulle perdite umane. Tuttavia, gli esperti sottolineano che la strategia del silenzio non potrà durare a lungo: presto le famiglie dei soldati scopriranno la verità, esponendo l’amministrazione a gravi conseguenze politiche e sociali.
