(AGENPARL) - Roma, 24 Luglio 2026 - AGGRESSIONE AL PARCO ROSSANI, IL SINDACO DOPO L'INCONTRO CON GIUDITTA: "LA CITTÀ È AL SUO FIANCO. SERVE GIUSTIZIA, MI HA CHIESTO DI TRASFORMARE QUESTO EPISODIO IN QUALCOSA DI POSITIVO"
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A margine dell'incontro avuto oggi con Giuditta, la giovane vittima della brutale aggressione avvenuta ieri al Parco Rossani, il sindaco Vito Leccese ha rilasciato la seguente dichiarazione:
"Ho chiesto di incontrare Giuditta in forma riservata. Dopo il colloquio che ho avuto con lei, alla presenza dell'assessora Carla Palone, ho però ritenuto doveroso condividere pubblicamente alcune riflessioni che nascono da quell'incontro.
Giuditta è una ragazza di 26 anni che ieri, casualmente, ha attraversato il Parco Rossani. Era venuta a Bari per lavoro, ma un imprevisto le ha impedito di svolgere la sua giornata lavorativa e ha deciso di fermarsi in città. Dopo aver parcheggiato l'auto nel Park and Ride, ha attraversato il parco ed è stata vittima di una brutale aggressione.
L'ho incontrata a casa sua insieme ai suoi genitori. Sono rimasto profondamente colpito: il suo volto era completamente tumefatto, segnato da una violenza inaudita e inaccettabile, che nessuna comunità civile può tollerare.
Le responsabilità saranno accertate dalla magistratura. Giuditta, alla quale sono stati diagnosticati 40 giorni di prognosi, ha presentato denuncia ai Carabinieri di Toritto e sarà l'autorità giudiziaria a ricostruire i fatti e ad assicurare giustizia. Ma, al di là delle responsabilità penali, nessuno può restare indifferente davanti a un episodio così.
È gravissimo perché è accaduto in un parco pubblico, in un luogo di aggregazione che questa amministrazione ha voluto destinare ai giovani, agli studenti, a chi frequenta l'Università e, presto, l'Accademia delle Belle Arti.
Giuditta ci ha raccontato momenti di autentico terrore. Nella denuncia parla dell'aggressione da parte di almeno quattro persone. L'episodio è avvenuto alle 19.25 e sono certo che sarà fatta piena luce sulla dinamica. La Polizia Locale ha già acquisito le immagini della videosorveglianza e le sta trasmettendo all'autorità giudiziaria. Ho parlato personalmente con il Procuratore della Repubblica, manifestando tutta la mia preoccupazione.
Questa vicenda e la violenza gratuita che l'ha accompagnata ci richiama tutti noi come comunità.
Eppure, proprio Giuditta, nonostante il trauma fisico e psicologico subito, mi ha consegnato un messaggio di straordinaria forza. Mi ha detto di voler trasformare questa esperienza in un progetto affinché il Parco Rossani diventi davvero un luogo di comunità, un luogo vissuto, aperto, inclusivo. È una studentessa di Filosofia e crede profondamente nell'educazione, nella formazione e nelle relazioni come strumenti per costruire una società migliore.
Per questo ho deciso di rompere quella riservatezza che avevo immaginato per il nostro incontro. Sentivo il dovere di dire pubblicamente che la città di Bari è al suo fianco. L'amministrazione seguirà ogni fase delle indagini costituendosi parte civile. Chiediamo giustizia.
Ma c'è un altro aspetto che mi ha profondamente colpito. Se, come ci ha raccontato Giuditta, una persona viene aggredita brutalmente in un parco pubblico è costretta a chiamare da sola i soccorsi, senza che nessuno intervenga in suo aiuto, allora significa che dobbiamo ricostruire qualcosa di ancora più profondo: il senso di comunità.
Ma, soprattutto, vogliamo raccogliere la richiesta di Giuditta e avviare insieme un percorso affinché i luoghi di aggregazione della nostra città siano davvero luoghi di comunità e, come lei stessa ha detto con un artificio linguistico, 'comunitabili'.
Questo è il messaggio che Giuditta mi ha affidato e che oggi consegno alla città.
So che qualcuno mi parlerà di sicurezza, di presidi di polizia e di controlli. L'aggressione è avvenuta alle 19.25. La Polizia Locale è intervenuta nel giro di cinque minuti. Ma in quei cinque minuti il fatto si era già consumato.
Il Parco Rossani è un'area di otto ettari. La presenza delle forze dell'ordine è indispensabile, ma da sola non basta. È altrettanto importante la presenza di cittadini che si sentano parte di una comunità e che non voltino lo sguardo dall'altra parte.
Ho già chiesto alla Polizia Locale e al Questore di rafforzare i controlli nei principali luoghi di aggregazione della città. Penso al Parco Rossani, dove cinque giorni fa la Polizia Locale ha arrestato uno spacciatore e ieri la Polizia di Stato ne ha arrestato un altro. Sono aree che rischiano di trasformarsi in piazze di spaccio e per questo servono prevenzione e repressione.
Ho chiesto maggiore attenzione anche per il Parco Maugeri e per il waterfront di San Girolamo, da cui arrivano numerose segnalazioni.
Ma sarebbe un errore pensare che tutto possa essere risolto soltanto aumentando la presenza delle forze dell'ordine. Anche se fossero numericamente sufficienti, non sarebbe comunque la risposta completa. La vera sicurezza nasce anche da una comunità che si prende cura dei propri luoghi e delle persone che li vivono.
Le immagini del volto di Giuditta le avete viste tutti. Vi assicuro che dal vivo fanno ancora più impressione. Per me, come sindaco, rappresentano un richiamo fortissimo alla responsabilità amministrativa e civica. Ma, da padre, questo incontro mi ha colpito ancora di più, perché Giuditta ha la stessa età di mio figlio più piccolo".
