(AGENPARL) - Roma, 7 Settembre 2026 - Le elezioni regionali in Sassonia-Anhalt aprono uno scenario politico potenzialmente senza precedenti per la Germania. Secondo i risultati riportati nel testo, Alternative für Deutschland (AfD) avrebbe conquistato il 43,8% dei voti e 39 seggi, fermandosi a quattro deputati dalla maggioranza assoluta di 43. Un risultato che, se confermato ufficialmente, trasformerebbe la formazione del prossimo governo regionale in un banco di prova per l’intero sistema politico tedesco.
Il successo dell’AfD pone infatti una domanda fino a poco tempo fa difficilmente immaginabile: il partito riuscirà per la prima volta a guidare uno dei 16 Länder tedeschi oppure le altre forze politiche riusciranno a costruire una maggioranza alternativa?
AfD primo partito, CDU in forte difficoltà
Il divario descritto rispetto agli avversari è considerevole. La CDU avrebbe ottenuto il 17,2%, mentre SPD e Verdi si sarebbero fermati intorno al 9%.
Il risultato rappresenterebbe un duro colpo anche per il cancelliere Friedrich Merz, leader federale della CDU. Secondo quanto riportato, durante una riunione della dirigenza del partito Merz avrebbe definito il risultato una “sconfitta clamorosa”, sostenendo che la CDU sia stata “scossa dalle fondamenta”.
Il voto assumerebbe quindi una dimensione che va ben oltre Magdeburgo: potrebbe diventare un giudizio politico sulla strategia della CDU e sull’equilibrio complessivo della maggioranza federale.
Il problema dell’AfD: trovare un alleato
La vittoria elettorale non significa automaticamente avere i numeri per governare. È qui che entra in gioco il tradizionale “Brandmauer”, il cordone sanitario attraverso il quale gli altri principali partiti tedeschi escludono accordi di governo con l’AfD.
Con 39 seggi contro gli 43 necessari per una maggioranza, il partito avrebbe bisogno di un alleato oppure di una qualche forma di sostegno parlamentare.
La possibilità politicamente più sorprendente riguarda il Bündnis Sahra Wagenknecht (BSW), formazione nata da una scissione della sinistra tedesca.
AfD e BSW provengono da tradizioni ideologiche profondamente differenti, ma presentano alcune convergenze su temi che potrebbero diventare centrali in eventuali negoziati: una politica migratoria più restrittiva e una posizione critica verso l’attuale strategia europea nei confronti della Russia.
Una coalizione populista destra-sinistra?
Un governo AfD-BSW costituirebbe un esperimento politico eccezionale per la Germania.
Il BSW combina infatti posizioni economiche tradizionalmente associate alla sinistra – come la difesa dello Stato sociale e un maggiore intervento pubblico – con orientamenti più restrittivi sull’immigrazione rispetto a quelli sostenuti dalla sinistra tedesca tradizionale.
Proprio questa combinazione crea alcuni punti di contatto con l’AfD, nonostante le profonde differenze esistenti fra i due partiti.
Secondo lo scenario descritto, il BSW non sarebbe necessariamente disposto a entrare formalmente in una coalizione. Potrebbero essere valutate anche soluzioni parlamentari capaci di permettere la nascita di un esecutivo senza un accordo tradizionale.
Il candidato dell’AfD Ulrich Siegmund, tuttavia, avrebbe indicato di preferire una maggioranza formale e chiaramente definita.
Siegmund potrebbe puntare a nuove elezioni
Se nessuna combinazione producesse una maggioranza stabile, un’altra possibilità sarebbero nuove elezioni.
Siegmund avrebbe già lasciato intendere di essere disposto a prendere in considerazione questa strada. Potrebbe trattarsi anche di una tattica negoziale: gli altri partiti dovrebbero infatti valutare il rischio che una nuova consultazione rafforzi ulteriormente l’AfD.
L’alternativa sarebbe un governo di minoranza, soluzione che potrebbe però risultare particolarmente fragile in un parlamento fortemente frammentato.
Le prossime trattative saranno quindi decisive per stabilire se il risultato elettorale si tradurrà effettivamente nell’accesso dell’AfD al governo regionale.
Un voto che attraversa diverse fasce sociali
Particolarmente importante sarebbe la composizione dell’elettorato dell’AfD.
Secondo l’analisi degli exit poll citata nel testo, il partito avrebbe confermato il proprio vantaggio tra gli uomini e nelle fasce economicamente meno abbienti, ma avrebbe contemporaneamente ampliato il consenso in numerosi altri segmenti della popolazione.
Un elemento politicamente significativo sarebbe il risultato tra gli elettori più giovani, dove l’AfD avrebbe raggiunto la maggioranza relativa.
Se confermata, questa evoluzione metterebbe in discussione l’idea secondo cui il successo della destra populista tedesca sia circoscritto prevalentemente agli elettori più anziani o ad alcuni specifici gruppi socioeconomici.
Merz: pronti a utilizzare gli strumenti della Costituzione
La reazione del cancelliere Friedrich Merz rappresenta uno degli aspetti più delicati della vicenda.
Secondo quanto riportato, Merz avrebbe promesso di utilizzare “tutti gli strumenti” previsti dalla Costituzione tedesca per contrastare i rischi derivanti dall’eventuale formazione di un governo regionale considerato di estrema destra.
La questione riguarda il particolare modello tedesco di “democrazia militante” (wehrhafte Demokratie), sviluppato dopo l’esperienza della Repubblica di Weimar e del nazismo. L’ordinamento della Germania prevede infatti strumenti destinati a proteggere l’ordine costituzionale democratico da organizzazioni ritenute ostili ai suoi principi fondamentali.
Presentare questi apparati semplicemente come una “polizia politica” rischia però di essere fuorviante: eventuali attività di sorveglianza, classificazioni di estremismo e soprattutto procedure dirette contro un partito politico sono sottoposte a specifici vincoli giuridici e al controllo dei tribunali.
L’AfD e la sorveglianza dell’intelligence interna
La situazione della Sassonia-Anhalt è particolarmente controversa perché la sezione regionale dell’AfD è stata classificata dall’autorità statale per la protezione della Costituzione come estremista di destra.
Si crea così un possibile paradosso istituzionale: una formazione sottoposta alla vigilanza dell’apparato incaricato di proteggere l’ordine costituzionale potrebbe contemporaneamente diventare il principale partito di governo dello stesso Land.
Questo apre interrogativi giuridici e politici molto complessi sul rapporto tra mandato elettorale, tutela costituzionale e funzionamento delle istituzioni regionali.
La reazione di sindacati e Chiese
Anche importanti organizzazioni della società civile hanno reagito al risultato.
Secondo quanto riportato, rappresentanti delle Chiese cattolica e protestante della Sassonia-Anhalt avrebbero espresso pubblicamente preoccupazione, mentre esponenti sindacali avrebbero invitato gli altri partiti democratici a impedire all’AfD di conquistare il governo regionale.
Il dibattito è quindi destinato a concentrarsi su due principi potenzialmente in tensione: da una parte il peso del mandato ottenuto nelle urne dal primo partito; dall’altra il diritto delle altre forze parlamentari di rifiutare qualsiasi coalizione e di costruire, se numericamente possibile, una maggioranza alternativa.
Un test nazionale per la Germania
La posta in gioco supera ormai i confini della Sassonia-Anhalt.
Un primo governo regionale guidato dall’AfD romperebbe uno dei principali tabù della politica tedesca contemporanea e potrebbe modificare gli equilibri in vista delle future elezioni nazionali.
Una collaborazione tra AfD e BSW avrebbe conseguenze altrettanto rilevanti perché dimostrerebbe la possibilità di creare maggioranze trasversali fondate meno sulla tradizionale divisione destra-sinistra e più su temi come immigrazione, sovranità, politica estera e critica dell’establishment.
Al contrario, un accordo fra gli altri partiti per escludere ancora una volta l’AfD dal governo alimenterebbe inevitabilmente il dibattito sulla rappresentanza di una forza che, secondo i risultati indicati, avrebbe raccolto oltre quattro voti su dieci.
Le trattative di Magdeburgo diventano così un test cruciale non soltanto per il futuro della Sassonia-Anhalt, ma per l’intero sistema politico tedesco: trasformare una vittoria elettorale dell’AfD in un governo, costruire una maggioranza alternativa oppure tornare alle urne sono tre scenari destinati ad avere conseguenze ben oltre il Land.
