(AGENPARL) - Roma, 23 Luglio 2026 - “Le dichiarazioni rilasciate oggi dall’on. Marianna Madia (Iv-Casa Riformista) in merito all’operato del Governo sui contratti della Pubblica amministrazione contengono affermazioni non rispondenti al vero, che meritano una puntuale e doverosa precisazione. L’on. Madia attribuisce ai governi Renzi e Gentiloni il merito di aver ‘sbloccato’ la contrattazione nel pubblico impiego. La realtà dei fatti è ben diversa: quella mossa non fu una scelta politica autonoma, bensì un atto dovuto in ottemperanza a una sentenza della Corte Costituzionale. Il blocco dei contratti, in vigore dal 2011, fu dichiarato illegittimo dalla Consulta con la sentenza n. 178 del 2015, che ne sancì la violazione della libertà sindacale tutelata dall’art. 39 della Costituzione. L’avvio del procedimento di contrattazione, come ribadito anche dal Tribunale di Roma con sentenza n. 7552 del 16 settembre 2015, costituiva un obbligo per la Pubblica amministrazione, non l’esito di una scelta politica del governo di allora.
L’on. Madia non cita gli aumenti del 3,4% pari a 80 euro medi mensili, dopo 8 anni, fatti durante il suo mandato. E omette di dire che, dopo anni di blocco e un’inflazione cumulata superiore al 15%, quell’incremento ha significato una perdita secca del potere d’acquisto per i dipendenti pubblici, mai recuperata.
La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha correttamente citato i dati pubblicati dal Sole 24 Ore. I numeri sono inequivocabili: 20 rinnovi contrattuali siglati direttamente in ARAN; tempi medi di rinnovo crollati da 20 a 6 mesi; aumenti salariali concreti superiori in media a 400 euro in due tornate; oltre 30 miliardi di euro fino al 2030 per i rinnovi contrattuali. Questi sono fatti, non ‘palesi falsità’. Sono risultati che il Governo Meloni ha ottenuto con scelte politiche chiare, mettendo al centro i lavoratori pubblici – infermieri, insegnanti, impiegati – che per anni avevano atteso invano un rinnovo. A tutto ciò vorrei aggiungere che nei 4 anni del Governo di centrodestra abbiamo riavviato il processo di rafforzamento della Pa resosi necessario per la perdita netta di 300.000 persone durante i 9 anni di governo di sinistra. Nel periodo 2023/2025 abbiamo assunto 641mila persone, abbassando l’età media da 52 a 48 anni, restituendo attrattività al lavoro pubblico e orgoglio di appartenenza alle nostre persone. Invito perciò l’on. Madia a confrontarsi con i dati oggettivi, piuttosto che con affermazioni prive di fondamento, e a riconoscere l’impegno di questo esecutivo nel restituire dignità e rispetto a milioni di lavoratori della Pubblica amministrazione”. Così il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo.
