(AGENPARL) - Roma, 23 Luglio 2026 - Prosegue senza interruzioni la protesta contro il progetto di sviluppo previsto nell’area di Zvërnec. Giovedì pomeriggio, a Tirana, cittadini e attivisti della società civile hanno dato vita alla 54ª manifestazione consecutiva, confermando una mobilitazione che, nel corso delle settimane, si è trasformata in una più ampia contestazione dell’attuale classe politica.
Come nelle precedenti giornate, i partecipanti si sono radunati in piazza Skanderbeg prima di marciare lungo il viale principale della capitale fino alla sede dell’Ufficio del Primo Ministro.
Durante il corteo, i manifestanti hanno esposto striscioni e slogan chiedendo le dimissioni del primo ministro Edi Rama e il rinnovamento della classe politica che, secondo gli organizzatori, governa il Paese da decenni.
Le richieste del movimento
Oltre alla contrarietà nei confronti del progetto di investimento a Zvërnec, il movimento continua a portare avanti una piattaforma di richieste più ampia, che comprende:
- una riforma della legge elettorale;
- l’abrogazione della legge sugli investimenti strategici;
- la revisione delle politiche per lo sviluppo delle aree montane;
- una maggiore tutela delle riserve naturali e dei siti di interesse storico e culturale.
Secondo gli organizzatori, tali interventi sono necessari per garantire una gestione più trasparente del territorio e una maggiore partecipazione dei cittadini alle decisioni che riguardano lo sviluppo del Paese.
Una protesta che si amplia
Nata come mobilitazione contro il progetto di Zvërnec, la protesta si è progressivamente trasformata in un movimento che affronta temi più ampi, dalla tutela dell’ambiente alle riforme istituzionali, fino alla richiesta di un ricambio della classe dirigente.
Gli organizzatori hanno ribadito l’intenzione di proseguire con le manifestazioni quotidiane fino a quando il governo non prenderà in considerazione le richieste avanzate dal movimento.
La protesta rappresenta una delle mobilitazioni civiche più longeve degli ultimi anni in Albania e continua a mantenere alta l’attenzione sul dibattito riguardante lo sviluppo del territorio, la protezione dell’ambiente e il futuro delle riforme democratiche nel Paese.