(AGENPARL) - Roma, 22 Luglio 2026 - "La preintesa tra governo e Regione Lombardia sull'autonomia differenziata conferma un'impostazione che continuiamo a considerare sbagliata. Si continua a discutere di trasferimento di competenze senza affrontare la vera emergenza dei territori: la progressiva riduzione dei servizi essenziali e l'aumento delle disuguaglianze tra le persone e tra le comunità."
Lo dichiara il deputato del Partito Democratico Gian Antonio Girelli, intervenendo dopo il voto della Camera sugli schemi di intesa preliminare tra governo e Regione Lombardia.
"Per noi – aggiunge l'esponente dem – l'autonomia non coincide con un nuovo centralismo regionale. Non basta spostare competenze da Roma a Milano se poi Comuni, aree montane, aree interne e territori più fragili continuano a perdere presìdi sanitari, servizi pubblici, scuole, trasporti e opportunità. La vera autonomia significa valorizzare le autonomie locali, riconoscere le differenze territoriali e sociali e consentire alle comunità di costruire risposte adeguate ai propri bisogni, dentro un quadro nazionale di diritti e obiettivi comuni. È la filosofia che abbiamo proposto anche con la nostra iniziativa legislativa per la montagna: non territori destinatari di interventi occasionali o di misure assistenziali, ma enti locali messi nelle condizioni di programmare il proprio futuro attraverso competenze chiare, responsabilità effettive e risorse certe. L'autonomia deve essere uno strumento di coesione, non un fattore di ulteriore frammentazione. A nche materie delicate come la tutela della salute, la protezione civile, le professioni e la previdenza complementare richiedono una governance capace di garantire uniformità dei diritti e qualità dei servizi su tutto il territorio nazionale".
"Il problema oggi – conclude Girelli – non è moltiplicare i livelli decisionali, ma assicurare che ogni persona, indipendentemente dal luogo in cui vive, possa contare su servizi efficienti e di qualità. Per questo servono istituzioni che collaborino, non che si sovrappongano, servono responsabilità condivise e risorse adeguate, non semplici trasferimenti di competenze. Continueremo a sostenere un modello di autonomia fondato sulla sussidiarietà, sul protagonismo dei Comuni e delle comunità locali e sulla garanzia dei diritti fondamentali. Solo così l'autonomia può diventare un'occasione per rafforzare l'unità del Paese, anziché alimentarne le disuguaglianze".
Roma, 22 luglio 2026