(AGENPARL) - Roma, 19 Luglio 2026 - TAMPA (Florida) – La ritorsione militare degli Stati Uniti non concede tregua e si abbatte per l’ottava notte consecutiva sul territorio sovrano dell’Iran. Il Comando Centrale statunitense (CENTCOM) ha ufficializzato all’alba un nuovo, pesante ciclo di bombardamenti aerei e navali condotti su input diretto del Comandante in Capo. L’obiettivo strategico dichiarato è il drastico e costante degrado delle capacità offensive e tecnologiche di Teheran.
L’operazione, scattata nella notte, ha preso di mira la provincia meridionale di Hormozgan e i punti nevralgici dello Stretto di Hormuz. Sotto il fuoco dei caccia e dei missili da crociera americani sono finite le strutture di difesa aerea, i sistemi di sorveglianza costiera e i depositi strategici sotterranei utilizzati dai Pasdaran per lo stoccaggio di droni e missili balistici. Il Pentagono ha chiarito che l’offensiva è una risposta diretta e punitiva al tragico attacco subìto dalle forze statunitensi in Giordania lo scorso 17 luglio, costato la vita a due militari americani.
Il braccio di ferro si sposta ora sul piano della tenuta strategica. Mentre il portavoce del Ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baghaei, ha già condannato i raid parlando apertamente di “tattiche terroristiche” da parte di Washington, il CENTCOM ha blindato la propria postura militare nell’area. Con oltre 50.000 soldati americani dislocati nello scacchiere mediorientale, le forze USA rimangono in stato di massima allerta, pronte a rispondere a una preannunciata controffensiva asimmetrica iraniana che rischia di far precipitare la regione in un conflitto senza ritorno. CENTCOM ha ribadito che, nonostante l’intensità delle operazioni, gli oltre 50.000 militari statunitensi dislocati nell’area rimangono in stato di massima allerta, concentrati e pronti a rispondere a qualsiasi minaccia.
