(AGENPARL) - Roma, 19 Luglio 2026 - La situazione nello Stretto di Hormuz è precipitata. Fonti della Marina del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) hanno confermato il blocco totale del transito per ogni imbarcazione. Il provvedimento, che vieta il passaggio a qualsiasi nave, rimarrà in vigore finché non cesseranno le azioni ostili attribuite agli Stati Uniti.
Il blocco e l’avvertimento dell’IRGC
Le autorità iraniane hanno dichiarato che non verrà rilasciato alcun permesso di transito in questo momento. L’IRGC sostiene di detenere il pieno controllo dello stretto e ha minacciato conseguenze per chiunque tenti di forzare il passaggio. Secondo il comunicato, “non una singola goccia di petrolio, gas o fertilizzante” transiterà senza l’autorizzazione di Teheran. La Marina iraniana avverte: ogni tentativo di violazione, specialmente se supportato dagli Stati Uniti, sarà affrontato con la massima durezza dalle forze armate.
Gli incidenti e le quattro navi coinvolte
La tensione è sfociata in manovre critiche che hanno coinvolto quattro imbarcazioni. Secondo l’IRGC, queste navi hanno tentato di lasciare lo stretto percorrendo una rotta non autorizzata e pericolosa. Le imbarcazioni avrebbero agito con il supporto di “terroristi americani”, spegnendo i sistemi di navigazione per eludere il controllo. Nonostante gli avvertimenti della base operativa iraniana, le navi hanno proseguito. Il bilancio è immediato: due navi hanno subito incidenti e sono rimaste bloccate, mentre le altre due hanno abbandonato la rotta in seguito alle minacce.
Il contesto: dal memorandum alla crisi militare
Questi episodi seguono otto notti di attacchi aerei statunitensi contro obiettivi in territorio iraniano. Teheran denuncia la morte di decine di persone, il bombardamento di strutture civili e il ripristino di un blocco ai porti iraniani. Tali azioni, secondo l’Iran, rappresentano una violazione flagrante del memorandum d’intesa mediato dal Pakistan lo scorso 17 giugno. L’escalation è iniziata proprio quando gli Stati Uniti hanno tentato movimenti navali non autorizzati, portando la Marina iraniana a intervenire per imporre quanto stabilito nel precedente accordo. La rotta, ora, resta chiusa a tempo indeterminato.
