(AGENPARL) - Roma, 17 Luglio 2026 - La Cina risponde ufficialmente alle recenti dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump in merito a presunte interferenze nei processi elettorali americani. Durante il punto stampa odierno, il portavoce del Ministero degli Esteri, Lin Jian, ha categoricamente smentito le affermazioni della Casa Bianca, definendole prive di fondamento fattuale.
Lo scontro sulle accuse di spionaggio
Il fulcro della polemica risiede nelle affermazioni di Trump, che ha recentemente annunciato la declassificazione di alcuni documenti di intelligence. Il presidente statunitense ha accusato Pechino di aver sottratto 220 milioni di file elettorali a partire dal ciclo del 2020, definendo l’accaduto come il “più grande compromesso dei dati elettorali della storia”. Trump ha inoltre citato un rapporto della CIA secondo cui, fin dal 2018, la politica del Partito Comunista Cinese sarebbe stata orientata a sfruttare ogni leva per ostacolare la sua rielezione.
La replica di Pechino
La risposta cinese non si è fatta attendere. Lin Jian ha ribadito l’adesione di Pechino al principio di non ingerenza negli affari interni di altri Stati:
- Negazione totale: “La Cina non ha alcun interesse a interferire nelle elezioni statunitensi e non l’ha mai fatto”.
- Contro-accusa: Il portavoce ha respinto le accuse bollandole come tentativi di “diffamare la Cina”, contrattaccando sulle pratiche di sorveglianza indiscriminata che, secondo Pechino, sarebbero condotte dagli Stati Uniti su scala globale verso governi, imprese e cittadini.
Il clima politico resta teso in vista delle elezioni di medio termine previste per il prossimo novembre, con la Cina che respinge fermamente ogni tentativo di essere coinvolta nel dibattito elettorale statunitense.
