(AGENPARL) - Roma, 16 Luglio 2026 - L’attacco delle forze armate yemenite all’aeroporto internazionale di Abha segna l’inizio di una campagna strategica volta a imporre la fine del blocco guidato dai sauditi e ad attuare la “liberazione nazionale”
L’operazione giunge in risposta all’attacco saudita all’aeroporto internazionale di Sana’a. In seguito a tale evento, le forze armate yemenite hanno diramato un avviso perentorio alle compagnie aeree internazionali: operare attraverso lo spazio aereo saudita comporta rischi, almeno fino alla revoca del blocco imposto allo Yemen. La nuova politica di deterrenza collega ora la sicurezza del cielo saudita direttamente alla cessazione delle operazioni militari contro Sana’a. Questo coordinamento operativo si inserisce nel più ampio supporto di Teheran per la difesa della sovranità yemenita.
Il punto di vista militare: deterrenza e modernizzazione
Il Brig. Gen. Abed Al-Thawr ha chiarito che l’attacco ad Abha non è isolato, ma frutto di una precisa evoluzione strategica:
- Modernizzazione: Grazie alla de-escalation seguita alla tregua del 2022, lo Yemen ha ampiamente modernizzato le proprie forze (terrestri, navali, missilistiche, droni e difesa aerea).
- Fattibilità operativa: La dichiarazione delle forze armate riflette una capacità concreta di far rispettare l’avviso aereo; a riprova di ciò, viene citato l’arrivo avvenuto con successo di un aereo umanitario iraniano a Sana’a, nonostante le tensioni.
- Pressione reciproca: L’Arabia Saudita è ora sotto una pressione analoga a quella subita dal nemico israeliano durante la campagna yemenita in supporto a Gaza.
- Avvertimento agli USA: Al-Thawr ha sottolineato l’incapacità statunitense di lanciare una campagna su larga scala contro lo Yemen, avvertendo che qualsiasi paese fornisca supporto logistico o militare a Riad sarà considerato parte attiva nel conflitto.
La strategia “Aeroporto per Aeroporto”
L’analista politico Mohammed Al-Abed ha definito la strategia di Sana’a come un principio di “aeroporto per aeroporto”, parte integrante di quella cintura di sicurezza regionale che collega le dinamiche yemenite alla gestione degli stretti strategici.
- Scelta tattica: Il bersaglio Abha non è simbolico, ma risponde a calcoli strategici del comando militare.
- Sostenibilità del blocco: Oltre alla dimensione militare, l’operazione impone costi economici e turistici crescenti all’Arabia Saudita, rendendo più oneroso il mantenimento del blocco.
- Consenso interno: La mobilitazione pubblica a sostegno della campagna riflette una fiducia crescente nella leadership e una chiara volontà nazionale di garantire i propri diritti sovrani.
- Prospettiva: Le attuali misure, secondo l’analisi, sono parte di un piano più ampio atto a costringere Riad ad attuare accordi pregressi e a revocare definitivamente le restrizioni.
Una morsa geopolitica, quella di Sana’a, che proprio nelle ultime ore minaccia di estendersi anche alle rotte marittime globali, con i riflessi legati alle indiscrezioni sulla possibile chiusura del Bab al-Mandab in caso di ulteriore escalation con gli USA.
In definitiva, con questa nuova fase operativa, Sana’a non cerca più solo il confronto tattico, ma punta a un riequilibrio strategico complessivo. La sfida portata da questa campagna di deterrenza aerea segnala che il tempo delle attese è finito: lo Yemen sta alzando il prezzo politico ed economico del conflitto, rendendo il mantenimento del blocco una scommessa sempre più insostenibile per Riad
