(AGENPARL) - Roma, 10 Luglio 2026 - Roma, 10 lug. – "Mentre in Germania si discute di introdurre il principio che 'solo sì significa sì', altrove c'è ancora chi continua a cercare attenuanti o altri espedienti pur di spostare l'attenzione dal punto essenziale che senza consenso non è violenza. Il consenso non è un dettaglio, un'interpretazione o un'ipotesi. Non si indovina, non si interpreta e, soprattutto, non si inventa. È un sì libero, esplicito e revocabile in qualsiasi momento. L'Europa sta finalmente spostando il baricentro dalla condotta della vittima alla responsabilità di chi agisce. Una strada che anche l'Italia deve fare propria, superando definitivamente stereotipi e resistenze culturali che ancora troppo spesso trovano spazio nel dibattito pubblico e, talvolta, perfino nelle aule di giustizia. Chi teme che il principio 'solo sì significa sì' ribalti la presunzione d'innocenza alimenta un falso problema. La presunzione d'innocenza resta intatta, ciò che deve cambiare è la cultura che pretende di trasformare il silenzio, la paura o la paralisi in una forma di consenso. Il consenso non si presume. Si chiede. E se non c'è un sì, semplicemente non c'è. Sembra una rivoluzione, in realtà è solo civiltà".
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